Non è andato tutto bene: retail accessori giù in Italia e nel mondo

Non è andato tutto bene: retail accessori giù in Italia e nel mondo

Gli incassi di moda e calzature si sono più che dimezzati a marzo in Italia. Le due categorie sono sul podio nella graduatoria delle attività che hanno registrato il calo maggiore secondo ISTAT. Insomma, durante la pandemia di Coronavirus non è andato tutto bene. E ad aprile, cioè il periodo centrale del lockdown, il dato sarà peggiore. Trend analoghi si riscontrano in Europa e Stati Uniti. In Germania, dove i negozi sono stati riaperti il 20 e il 27 aprile, la corsa all’acquisto non c’è stata.

Non è andato tutto bene

I numeri del commercio al dettaglio diffusi da ISTAT sono relativi al mese di marzo, dicevamo. Le diminuzioni maggiori riguardano le vendite di abbigliamento e pellicceria (-57,1%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-54,2%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-54,1%). Il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-6,3%). In Italia, il commercio di beni non essenziali ha chiuso i battenti il 12 marzo, per cui i dati del mese di aprile saranno senza dubbio peggiori.

E all’estero?

Nel resto dell’Europa non va molto meglio. L’agenzia Reuters scrive che le vendite al dettaglio nella zona euro hanno subito il peggior calo storico a marzo: -11,2% rispetto a febbraio. E il settore moda è quello peggiore con un crollo del 38,9%. Se invece prendiamo il confronto con il 2019, nell’Unione Europea i consumi hanno ceduto il 41,6%: la pandemia ha costretto molti negozi a chiudere da metà marzo. I dati sono forniti dall’agenzia statistica europea Eurostat. A marzo in Spagna le vendite di moda sono scese del 53% e nel Regno Unito del 34,4%. Negli USA, intanto, le vendite del settore moda nello stesso mese sono diminuite del 50%.

Le speranze di rimbalzo

In Germania, per il mese di aprile, stimano una perdita del 75% del fatturato del fashion: riaprire i negozi non vuol dire fatturare. “Nessun effetto recupero” sintetizza l’amministratore delegato di Sabu, Stephan Krug. Il sondaggio somministrato a 120 retailer sull’andamento delle vendite nei giorni successivi alla riapertura non riporta notizie di revenge spending. “La strada verso la normalizzazione – conclude Krug – ci porterà fino al 2021”. (mv)

 

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