Usa, retail apocalypse senza fine: analisti (molto) pessimisti

Retail Apocalypse senza fine

Quanto durerà la retail apocalypse negli Stati Uniti? Mentre le insegne, soprattutto multimanca (dal lusso all’economico) soffrono le pene dell’inferno, tra gli analisti il dibattito previsionale è apertissimo. Gli ottimisti parlano di 18-24 mesi. I pessimisti vedono nero a lungo termine. Restano, incontrovertibili, i dati. Da gennaio 2019 a oggi, i retailer americani hanno chiuso oltre 7.000 negozi. Più delle chiusure complessive del 2018 oppure degli anni precedenti (fonte: BDO). Un orizzonte drammatico, sul quale ha gravato con estrema pesantezza il crollo di Payless. L’insegna ha chiuso, da sola, oltre 2.300 negozi. Un record negativo: la più grande liquidazione al dettaglio della storia USA per numero di negozi.

Almeno (altri) due anni
La banca di investimenti B. Riley FBR è convinta che la retail apocalypse potrebbe durare per altri 18-24 mesi. Il portale specializzato RetailDive, pubblicando la previsione, segnala che “la maggior parte dei rivenditori è soffocato dalla situazione”. Ciò significa che un ulteriore 30% dell’attuale spazio di vendita al dettaglio “è destinato a chiudere nella sua forma attuale, dato che le tendenze di acquisto dei consumatori vanno verso l’online“. C’è una via di fuga, però: riguarda quei rivenditori che con un “canale di e-commerce ben sviluppato possono in parte compensare lo scarso traffico dei centri commerciali”.

Uno su quattro
Un’altra analisi, firmata CCIM Institute, ipotizza, invece, che la crisi del retail USA continuerà “per molto tempo”. KC Conway (economista CCIM) ha citato una stima Credit Suisse secondo la quale “1 centro commerciale su 4 potrebbe chiudere entro il 2022”. Quali le soluzioni? Conway prevede che nei prossimi 5 anni i retailer aumenteranno le partnership con alberghi e altre strutture ricettive. Poi: reinventeranno i negozi per combattere all’espansione degli acquisti online. Ma subiranno una maggiore pressione sulle loro supply chain alla ricerca di soluzioni last-mile. Ovvero: soluzioni per una più rapida consegna dell’oggetto nelle mani del cliente. Conway però rifiuta un’idea. Quella che il commercio online sia più economico del tradizionale: l’analista ritiene che i department store non siano del tutto obsoleti. Avrà ragione? (mv)

Foto Shutterstock

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