La miglior risposta ai francesi che criticano la moda italiana

La miglior risposta ai francesi che criticano la moda italiana

La critica de Le Figaro alla settimana milanese della moda ha suscitato reazioni a tutti i livelli. Sollecitati dalla stampa, hanno fatto sentire la propria voce i capitani d’industria, Carlo Capasa (padrone di casa con CNMI) ed esponenti della politica nazionale, come Mariastella Gelmini. E le voci sono tutte piccate, giustamente. Il titolo del quotidiano d’Oltralpe (poi corretto nell’edizione online in una espressione più dolce, come vedete nella foto) era forte: “Milano Fashion Week, cronaca di un fallimento annunciato”. Ma la miglior risposta ai francesi non è quella dell’orgoglio ferito. È quella dei fatti. Come spiega perfettamente un’occhiata più attenta alla rassegna stampa internazionale.

La miglior risposta ai francesi

Non c’è motivo di adirarsi se dall’estero ci insolentiscono, insomma. Ne è certa Fabiana Giacomotti de Il Foglio nota: “Se fossimo un Paese maturo, ci congratuleremmo per essere riusciti a organizzare una settimana della moda che ha un numero di sfilate in presenza superiore a quello di qualunque altra”. Invece di soffermarci sui nostri meriti, però, “soffriamo di complessi di inferiorità dai tempi di Luigi XIV”. Ma non c’è bisogno di proiettare il dualismo con la Francia, dove ha casa il grande capitale della moda, sul circuito delle fashion week, “visto che tutti i grandi stilisti italiani che sfilavano a Parigi – continua Giacomotti – presentano a Milano” e nella ville Lumière “dopotutto, ci sono solo sedici sfilate in presenza, di seconda categoria”.

 

 

Il gradimento dei buyer

D’altronde “i buyer internazionali approvano la Fashion Week di Milano”, titola WWD quando la manifestazione arriva alla conclusione. Alla comunità del business l’edizione è parsa soddisfacente. Per Tiffany Hsu, fashion buying director di Mytheresa, “la settimana è stata organizzata davvero bene pur in un contesto senza precedenti”. “Sono davvero lieto che alcuni brand hanno avuto il coraggio di tornare agli eventi fisici, la migliore formula possibile – aggiunge Riccardo Tortato di TSUM –. Rispetto e sostengo a tutti i marchi che sono riusciti a preparare collezioni eccellenti. Bisogna prepararsi a un grande ritorno”. Gradimento che lascia un segno più profondo e concreto, ne siamo certi, dello scetticismo di una redazione francese.

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