Assopellettieri difende il valore della pelle dall’ignoranza

Assopellettieri difende il valore della pelle dall’ignoranza

La borsa italiana, l’eccellenza del made in Italy e la pelle sono sinonimo. I tre i poli, la pelletteria nostrana, l’artigianalità e i materiali, sono uniti da un fil rouge: la qualità. Dovrebbe essere chiaro a tutti, non lo è. Per questo Assopellettieri difende il valore della pelle dall’ignoranza e dai detrattori. Ci sono più motivi per farlo. Il primo è di puro pragmatismo. Come dimostrano i dati congiunturali presentati con Mipel, nei primi 10 mesi del 2019 il prodotto in pelle rappresenta la quota del 76,4% degli 8,5 miliardi di fatturato estero del settore. Sui mercati internazionali l’accessorio italiano è di fatto l’accessorio in pelle. Ma più importante ancora è il retaggio storico e culturale di due settori, la pelletteria e la pelle, parenti sin nell’etimologia.

Assopellettieri difende il valore della pelle

Oggi che il fashion globale è alla ricerca di nuove ricette per la sostenibilità, quella del prodotto in pelle è messa in discussione con argomenti superficiali (nel migliore dei casi) o in cattiva fede (aggiungiamo noi). “Non dimentichiamo che la pelle è il primo materiale di riciclo della storia”, puntualizza Danny D’Alessandro, direttore generale di Assopellettieri. “Dovremmo saperlo tutti, invece lo sappiamo in pochi – gli fa eco il presidente Franco Gabbrielli –. Non tutti percepiscono la pelle come un materiale circolare”. Pedanteria? No, è una precisazione utile per inserire in una cornice esatta le facilonerie che si dicono altrove. “Non si allevano gli animali per la loro pelle, ma per la carne – continua Gabbrielli –. La concia recupera un materiale di scarto. La pelle è il primo materiale di recupero e noi italiani siamo i più bravi a fare la pelle. Bisogna stare attenti, allora, quando si dice che i materiali sintetici sono meno impattanti, o che certi materiali sono più naturali di altri, perché non è così”.

Mobilitazione

I vertici di Assopellettieri, dunque, mettono in guardia da campagne mediatiche di demonizzazione della pelle e, anzi, ne invocano una in sua difesa. Magari da condurre in sinergia con i partner del fashion system. Da Assocalzaturifici rispondono di sì. Ne sentiremo ancora parlare.

Nella foto, la campagna promozionale per Mipel: si vedono il prodotto in pelle, appunto, e la pelle

 

 

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