Per il micelio suona il gong: “La bolla sta per scoppiare”

Per il micelio suona il gong: “La bolla sta per scoppiare”

Hanno gonfiato la bolla con gli annunci roboanti, le collaborazioni prestigiose, i finanziamenti milionari. E ora la bolla sta per scoppiare: i tessuti a base di micelio, i materiali alternativi alla pelle prodotti a partire dall’apparato vegetativo dei funghi, sono sulla china del fallimento. Future VVorld, piattaforma online che segue con simpatia i materiali next gen e che quindi non si può accusare di parteggiare per la pelle, lo scrive con rammarico. A giudicare dalle vicissitudini di Mylo e dal ritardo di Reishi, sostengono, c’è da pensare che l’intero settore sia sull’orlo del baratro.

L’appeal finanziario

Quello di Future VVorld è un processo indiziario, ma gli indizi a disposizione dipingono un quadro chiaro. È storia; Bolt Threads (ora solo Bolt) ha cessato la produzione di Mylo, che vantava partnership altisonanti con Adidas e Stella McCartney e aveva raccolto investimenti per centinaia di milioni, dalla sera alla mattina. Perché? Secondo le indiscrezioni, perché Bolt lavora alla quotazione in Borsa. Operazione che obbliga a una certa trasparenza sui conti e a lasciare che la comunità finanziaria possa studiare con attenzione l’offerta di prodotti, così da valutarne il rapporto costi-benefici e l’efficacia. Ebbene, ai piani alti di Bolt ritenevano che Mylo non avrebbe superato un esame del genere o che, comunque, non avrebbe aiutato la casa madre nella strada verso l’IPO. Quindi meglio farne a meno.

 

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Le prestazioni

Non solo numeri e contabilità. Malgrado se ne parli come del migliore dei materiali next-gen, il problema del micelio è che non offre prestazioni adeguate all’industrializzazione. Bolt Threads non pubblicava le caratteristiche tecniche di Mylo, ma Future VVorld nota che la collaborazione con Adidas si riassumeva in appena 200 paia (dalla tomaia neanche completamente in micelio). Mycowork è più trasparente a proposito del suo Reishi e in questo senso dà anche la misura del ritardo del settore: mentre gli standard calzaturieri chiedono che un materiale per tomaia sia in grado “di resistere ad almeno 100.000 giri sul flessometro”, Reishi ne garantisce solo 5.000.

La bolla sta per scoppiare

“I singoli oggetti di design sono prova di un concept, ma non dimostrano che il materiale sia funzionale in senso quotidiano e, soprattutto, che sia già prodotto con successo in volumi significativi per l’industrializzazione”. Si direbbe che il micelio sia vittima dell’hype, non fosse che lo stesso hype lo ha stimolato per anni chi al micelio ci lavorava. Ora l’alternativa fungina alla pelle è destinata a scontrarsi con la realtà, scommette Future VVorld: le aspettative sul suo potenziale (futuribile, ma non attuale) finiranno per deludere clienti e investitori, che si rivolgeranno altrove. Il settore ha drenato ingenti risorse, ma non è così grande da essere “too big to fail”: il crac dei grandi aprirà un buco che risucchierà tutti gli altri.

Foto da Bolt

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