Sostenibilità, ambiente, consapevolezza: la filiera veneta della pelle racconta priorità e strumenti per l’impresa green

La consapevolezza che un’azienda non si muove da sola, ma deve misurare il proprio impatto ambientale in ottica di filiera. E, in tal senso, la validità dell’EPD (Environmental Product Declarations), strumento autorevole e riconosciuto soprattutto sui mercati del Nord Europa. Il Bilancio di Sostenibilità, poi, come documento che certifichi, innanzitutto, che un’impresa non è solo votata al profitto, ma è orientata a una molteplicità di fini che tiene insieme gli aspetti economici, ambientali e sociali. Lo Stakeholders Engagement, allora, è il modo in cui un’azienda può selezionare i propri interlocutori e inserirsi sul territorio. Sono i temi emersi nel ciclo di quattro seminari dedicati al progetto di formazione “Tecniche di sostenibilità ambientale applicate lungo la filiera della pelle”, finanziato dalla Regione Veneto, nell’ambito del Fondo Sociale Europeo. Le quattro aziende coinvolte, che hanno presentato esperienze personali e risultati raggiunti, sono Conceria Dani, Conceria Laba, il calzaturificio AKU e l’azienda di prodotti chimici Corichem. Il progetto ora si sposta a scuola. Il 21 aprile all’ITIS Galilei di Arzignano saranno illustrati agli studenti i casi aziendali e gli strumenti teorici messi a punto durante il percorso di formazione con la possibilità di sperimentarli concretamente in attività laboratoriali.

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