Brasile, la politica si oppone al patteggiamento di JBS. Che, intanto, dilaziona i pagamenti ai fornitori

Il presidente del Brasile Michel Temer e 17 leader politici del Paese si sono pubblicamente opposti al patteggiamento che il gruppo della carne JBS sta definendo con la Procura per chiarire la propria posizione nell’ambito dello scandalo giudiziario che sta scuotendo il Paese. Secondo la stampa locale, le forze politiche chiedono che si aspetti prima l’esito delle indagini sull’ipotesi che JBS abbia speculato, consapevole dell’avvicinarsi della tempesta politico-giudiziaria, sulla svalutazione del real. Intanto, la volatilità borsistica dei bond della multinazionale brasiliana lascia supporre agli analisti JP Morgan che JBS, mentre mette in vendita alcuni asset, potrebbe doversi fare carico di un ulteriore livello di indebitamento negli States per 6,5 miliardi di dollari. Passando dalla finanza alla catena del valore, secondo il quotidiano Folha JBS starebbe imponendo dilazioni di 30 giorni nei pagamenti agli allevatori. In alcune regioni, dove il gruppo opera da monopolista, i fornitori non avrebbero alternative. Ma in altri Stati brasiliani dal mercato più variegato, gli allevatori cercano nuovi contatti con macelli di dimensioni medio-piccole.

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