Blahnik compra Re Marcello: Bruno Re spiega i perché della cessione

Blahnik compra Re Marcello

La prima unità produttiva di proprietà di Manolo Blahnik è italiana. Si tratta del calzaturificio Re Marcello di Vigevano (Pavia), storico partner produttivo dello stilista, guidato da Bruno Re e Giuseppina Galazzi. Il calzaturificio produce scarpe da donna di lusso per diverse griffe (compreso Christian Louboutin). Ora, progressivamente, potrebbe focalizzare la sua attività sui modelli Blahnik. Un incremento produttivo che potrebbe incidere sulle altre aziende italiane che producono per la stessa griffe.

Bruno Re, com’è nato questo accordo?
Ho preso la decisione di vendere guardando la mia carta di identità: ho 73 anni e i miei figli fanno altro. Un anno fa ho deciso di guardarmi intorno per cercare di dare continuità all’azienda e ai dipendenti. Questa volontà è arrivata alla famiglia Blahnik, che si è subito interessata. Abbiamo iniziato a parlarne visto che, anche da parte loro, c’era interesse per avere una unità produttiva di proprietà.

Producete per altri marchi: e ora?
Fino a pochi giorni fa, sì. Ora ritengo che la strategia commerciale sarà da rivedere, ma sono decisioni che spettano alla nuova proprietà.

Avete mantenuto una quota di minoranza?
No: nessuna quota.

Qual è il suo futuro?
Sono nel CdA e, per un certo periodo, mi occuperò della fase di transizione. Metterò al servizio della nuova proprietà la mia esperienza.

Da quanto tempo la sua azienda lavora per le griffe?
Il calzaturificio è stato fondato nel 1938. Fino alla prima metà degli anni ’80 abbiamo lavorato con marchio proprio per il mercato interno e l’export. Poi è arrivata la crisi. A quel punto ho cambiato strategia. Notavo che anche il mercato stava cambiando: stavano emergendo marchi forti, con strutture più potenti e organizzate. Una decisione dolorosa, ma obbligatoria fu quella che portò alla collaborazione con brand più strutturati.

Quanto ha impiegato per orientare l’azienda verso questa nuova direzione?
Un paio d’anni. Sono stati i più difficili. Da un lato la produzione per il marchio proprio stava diminuendo. Dall’altro quella contoterzi ancora non decollava. I primi clienti sono stati brand statunitensi. Poi ci siamo rivolti sempre più al lusso. E così è nata la collaborazione con Blahnik, che col tempo si è mostrata fruttuosa e duratura.

Come avete attirato i marchi del lusso?
Con la qualità della nostra produzione. È stata la carta vincente, anche con Blahnik. (mv)

Nell’immagine: a destra Bruno Re e Giuseppina Galazzi, a sinistra una fase di lavorazione da Re Marcello (foto d’archivio / La Conceria)

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