Chiara Ferriolo, rimettersi in gioco nel nome della scarpa

Chiara Ferriolo, rimettersi in gioco nel nome della scarpa

Rimettersi in gioco è possibile. Sempre. La storia di Chiara Ferriolo di Lecco ne è la testimonianza. Gli studi di Design al Politecnico di Milano lasciati da parte per anni. Mille lavori diversi e poi a 30 anni la svolta. O, meglio: il richiamo a progettare un futuro diverso, nel nome della scarpa.

Nel nome della scarpa

“Facevo la barista, ma ho ricominciato da me stessa – spiega Chiara –, da un corso di formazione professionale CAD-CAM per modellista della Regione Lombardia. Ho iniziato a lavorare, sono stata anche nelle Marche per migliorare l’uso dei programmi. Il mondo della calzatura mi ha conquistato: dalla progettazione alla realizzazione del prototipo”.

Il profumo della pelle

L’estro creativo, a contatto diretto con le fasi di produzioni, è sbocciato. “La sala pellami mi ha conquistato. Con l’odore e i colori delle pelli inizi a capire come un disegno su cartamodello prende vita. Perché lì decidi davvero cosa utilizzerai. La pelle la senti parlare”. Tra un contratto e l’altro Chiara disegna le sue creazioni, anche per i calzaturifici con i quali si ritrova a collaborare. E così nel 2014 arrivano, da Micam a Shanghai, le prime grandi attestazioni di stima che si combinano con la volontà di realizzare il suo marchio.

 

 

Dandy style, modello di produzione

Il tratto distintivo delle sue creazioni, per uomo e donna, è uno stile un po’ dandy “perché è una filosofia di vita che – sottolinea Chiara – dà valore alla gentilezza verso il prossimo e gli oggetti”. Bottoni, nappe, catene, da attaccare e staccare dalle calzature, mix di colori e accostamenti di texture diverse, ma con una grande attenzione al made in Italy. “Il mio cliente tipo sceglie il modello, ma poi con me fa un viaggio, per decidere come sarà davvero la sua scarpa. Io gli mando anche le foto dei passaggi di produzione. Per realizzarle mi aiutano piccoli calzaturifici lombardi, ma gli accessori li realizzo io direttamente e magari chiedo aiuto in giunteria per attaccarli”.

Gli USA, il 2020

Le scarpe di Chiara Ferriolo sono arrivate anche negli Stati Uniti, dove nel 2020 ha sostenuto un progetto a sostegno dell’inclusività femminile. L’anno, causa Covid, si è trasformato in un periodo durante il quale esplorare nuove strade da percorrere. “Nel 2020 mi sono fermata ho fatto cose che non avevo il tempo di fare. Per esempio, il sito internet e il networking. Così sono nati i video della Sarta delle Scarpe in Papillon. La tecnologia deve andare di pari passo con l’artigianato, per portarlo a farlo rivivere e a dargli nuovo splendore. Può farlo andare oltre: la differenza sta sempre nel come si usano gli strumenti che abbiamo a disposizione”. Ma se arrivasse Louboutin a chiederle di disegnare nuovi modelli, Chiara Ferriolo sarebbe pronta? “Dipenderà dal momento e dall’opportunità. Magari si potrò trovare un punto di incontro. La porta è sempre aperta. Di certo ne sarei grata e meravigliata”.

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