70 milioni per un nuovo impianto: E-Leather espande il mercato (ma occhio ai termini)

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Un investimento di 70 milioni di sterline (poco meno di 79 milioni di euro) per costruire un nuovo sito produttivo e soddisfare, a partire dal 2019, la domanda (che si prevede in crescita) di materiale. E-Leather, società britannica incubata come startup tra il 2001 e il 2007 e da un decennio sul mercato dei rivestimenti per automotive, aviazione e treni, incassa da nuovi finanziatori i capitali necessari per ampliare il proprio mercato. “È una pietra miliare nella storia di E-Leather” commenta in una nota il presidente Chris McBean, che poi aggiunge, a dimostrazione che non difetta in autostima, di rappresentare “una delle principali storie di successo nella storia dei materiali hi-tech”. E-Leather ha brevettato un metodo per recuperare i pellami di scarto di imprese e concerie, altrimenti destinati a discarica, e riconfigurarli in rivestimenti particolarmente resistenti all’abrasione. La società di recente ha siglato un accordo con Nike, si legge sul sito aziendale, nello sviluppo del prodotto Fly-Leather, nuova generazione del rigenerato di fibra di cuoio contestato, però, dalle sigle internazionali della concia per il nome commerciale. Riciclo e riutilizzo sono valori imprescindibili, ma, attenzione, la pelle è un’altra cosa.

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