Bonaudo e Sciarada spiegano la sostenibilità della pelle – VIDEO

Bonaudo e Sciarada spiegano la sostenibilità della pelle - VIDEO

Un percorso, virtuoso negli intenti e nei risultati, che si è sviluppato negli anni e che si aggiorna a ritmo quotidiano. Che è fatto di innovazione tecnologica e di processo, di certificazioni e di impegno personale. Milano Digital Fashion Week dedica spazio, nella sua offerta di contenuti multimediali, alla sostenibilità della pelle italiana. E lo fa lasciando la parola a due protagonisti del settore, Alessandro Iliprandi di Bonaudo e Serena Castellani di Sciarada.

La sostenibilità della pelle

Ventisei anni fa, quando ho iniziato a lavorare, non si parlava di sostenibilità – ricorda Iliprandi –. La mia idea allora era quella di un’azienda moderna, attrezzata, in grado di attrarre i giovani: devo dire che ci siamo riusciti perché la maggior parte della nostra forza lavoro è composta da ragazzi”. Per l’imprenditore lombardo, fornitore di griffe del lusso, la sfida della sostenibilità non può certo dirsi conclusa così. “Il pubblico che si rivolge ai brand oggi è un pubblico più preparato – spiega –. Lineapelle parla di sostenibilità da quarant’anni. Le nostre aziende sono diventate leader nel mondo non solo della qualità, ma anche della sostenibilità”. Iliprandi approfitta dell’occasione per ammonire il pubblico sui rischi del green washing: “Su un punto bisogna fare chiarezza: è il termine ecopelle (riferito alle alternative sintetiche, ndr) – tuona – , che non è assolutamente corretto. Perché non è ecologico, né pelle”.

 

 

Un primato italiano

Il tema è così importante per i bottali nazionali, che se ne può parlare come di un primato internazionale. “Nella concia italiana si dà massima attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, che passa anche dalla salute e dalla sicurezza dei lavoratori – afferma Serena Castellani –. In Italia siamo molto avanti perché ci sono norme molto stringenti”. Secondo la manager toscana la sostenibilità comprende l’investimento in macchinari 4.0, ma “anche acquistare energia e metano green” o “imballaggi con materiali riciclati”. A proposito delle implicazioni sociali della sfida, spiega che Sciarada è “da sempre attenta alla sicurezza dei luoghi di lavoro”, cosicché “con Covid si è sentito il bisogno di adottare il protocollo regionale e farci certificare da un ente terzo”.

 

 

Leggi anche:

 

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati