Colombia contro le concerie illegali: a Cundinamarca sono il 73%

Colombia contro le concerie illegali: a Cundinamarca sono il 73%

Colombia contro le concerie illegali. Il governo del Dipartimento di Cundinamarca ha recensito le aziende della pelle presenti sul proprio territorio. Obiettivo: capire quali di esse rispettano tutti i parametri di legge e, quindi, non inquinano il fiume Bogotà. Il dato emerso è quantomeno preoccupante. Solo il 27% delle concerie è a norma.

 

Il percorso

La Regional Autonomous Corporation di Cundinamarca ha contato 110 concerie attive fra i Comuni di Villapinzón e Chocontá. Solamente 30 risultano in regola. Di esse fanno parte 22 aziende che hanno iniziato un percorso di adeguamento nel 2015. Negli anni successivi il governo locale ha cercato di coinvolgere anche gli altri imprenditori, in molti casi figli o addirittura discendenti di conciatori, riuscendo a far adeguare ai nuovi standard altre 8 concerie. Grazie a questa attività di affiancamento, ulteriori 25 concerie hanno avviato il percorso che condurrà al pieno rispetto delle norme ambientali.

 

La competitività

“L’idea è di rendere visibile l’importanza del rispetto di tutti i parametri richiesti dall’autorità ambientale per essere più competitivi – sottolinea José Miguel Piedrahita (National Association of the Footwear, Leather and Allied Sector) al portale extrategiamedios.com -. Speriamo di avere ancora la fiducia dei clienti, che la qualità della pelle sia eccellente e che si rispettino tutte le linee guida”.

Formazione green

Il governo locale sta lavorando anche per istituire un percorso formativo finalizzato al conseguimento di un diploma in “concia ecologica”. Lo sta facendo in collaborazione con Free University of Bogotà. In altre parole: offrire ai conciatori la possibilità di imparare come migliorare i propri processi in ottica sostenibile. E fare in modo che migliori la qualità della loro produzione.

Immagine tratta da car.gov.co

 

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