La scommessa di Italven: la conceria acquisisce Petrali Milano

La scommessa di Italven: la conceria acquisisce Petrali Milano

“È il rischio d’impresa. Se un imprenditore non rischia, si ferma”. È la scommessa di Italven. La conceria di Santa Croce sull’Arno, specializzata in pelli esotiche, guidata da Massimo De Luca insieme ai fratelli Maurizio e Andrea, ha acquisito Petrali, azienda milanese specializzata nella lavorazione della pelle di coccodrillo. Un’operazione chiusa in un momento tutt’altro che facile, considerate le difficoltà del post pandemia. “Abbiamo fatto questo tipo di investimento per mantenere le maestranze e il know how di Petrali. Allo stesso tempo, per avere un servizio maggiore da poter mettere a disposizione dei nostri clienti”. Infatti, il laboratorio milanese rischiava di chiudere, decretando la fine della lavorazione “parage”. In altre parole: uno specifico e storico sistema di rifinizione della pelle di coccodrillo, necessario per renderla lucida.

La scommessa di Italven

“In questo momento chi è che si mette a fare un investimento quasi al buio? Senza sapere come andrà e cosa richiederà il mercato?”, si domanda De Luca. La risposta è semplice: “Volevamo che non andasse perduto il know how di Petrali. Oggi come oggi non possiamo perdere le maestranze, soprattutto nel mondo del rettile dove è difficile tramandare il saper fare”. Petrali è un’azienda con una storia di 40 anni che rischiava, purtroppo, di chiudere.  “Non perché era in sofferenza economica – ci spiega De Luca -. ma per mancanza di ricambio generazionale”.

Ristrutturazione

Nell’ottica di Italven, così, c’è la ristrutturazione del laboratorio milanese. “Dobbiamo farlo per capire in che maniera rimanere sul mercato”, commenta De Luca. “Oggi come oggi tutti i criteri sono saltati. In altri periodi Petrali riusciva a fare dalle 500 alle 1.000 borse al mese, un quantitativo abbastanza buono”. La sede dell’azienda sarà mantenuta a Milano “dove risiedono le maestranze e dove c’è un indotto di macro e micropelletterie che portano lavoro”.

Aspettando la ripresa

Italven è presente a Santa Croce sull’Arno dal 2006 e, tra il 2018 e 2019, ha acquisito due capannoni di un’azienda dismessa accanto alla conceria. “Se un giorno vorremo incrementare la produzione così siamo pronti, nell’attesa che il mercato possa ripartire”, spiega Massimo De Luca. “Abbiamo messo a budget una percentuale di calo che, per ora, sta rispettando le nostre previsioni – racconta l’imprenditore -. Credo che fino a fine anno rimarremo su questo trend. Le industrie legate alla moda hanno subito una grossa perdita e nel 2021 dovremmo ripartire”.

Mondo rettile

“Il nostro mercato è legato al movimento delle persone a livello internazionale – ci dice De Luca -. Parlando di rettile, che noi produciamo, è difficile che una persona, per quanto ricca, compri una borsa da 50 o 100.000 euro su internet. Non funziona. Il cliente deve vederla di persona, vuole soddisfazione. La gente deve ricominciare a girare. Ora staremo a vedere come vanno le fiere, a partire da Lineapelle – A New Point of View, ma anche le altre”.

Immagine tratta da italvenpelli.it

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