La rete che per 20 anni ha prodotto e smerciato Birkin false

La rete che per 20 anni ha prodotto e smerciato Birkin false

Il re del falso finisce nei guai. La Procura di Parigi accusa un pellettiere francese di aver prodotto e smerciato Birkin false per oltre 20 anni. Insieme a lui finiscono nel mirino degli inquirenti altre 26 persone, tra cui 9 ex dipendenti di Hermès, la griffe che ha ideato e prodotto Birkin. Un nuovo caso di presunta contraffazione dell’iconica borsa, che segue quello emerso lo scorso settembre, quando il Tribunale di Parigi ha condannato 10 persone, tra le quali 7 ex dipendenti Hermès.

Smerciato Birkin false

Gli inquirenti hanno avviato le indagini nel 2011, dopo una segnalazione pervenuta dalla stessa griffe. Il lungo lavoro ha portato a galla una presunta rete criminale dedita alla produzione e alla vendita di merce contraffatta tra il 2008 e il 2012. Lo schema sarebbe semplice. Come riporta france3-regions.francetvinfo.fr, il gestore di una pelletteria parigina, che le autorità francesi ritengono essere il vertice dell’organizzazione, acquistava da uno dei fornitori italiani di Hermès pelli di coccodrillo di una qualità inferiore rispetto a quelle della griffe. Le pelli venivano vendute a un ex dipendente di Hermès, residente ad Hong Kong, dove inizialmente avveniva la produzione. Nel 2012 il gruppo avrebbe però cambiato laboratorio, scegliendone uno clandestino in Francia, anche questo in mano a un ex dipendente della griffe. Tre persone avrebbero infine gestito la commercializzazione in Europa e in Asia dei falsi.

 

 

Il re del falso

Tra gli indagati anche un artigiano. Gli inquirenti lo accusano di aver realizzato centinaia di false Birkin e di averle poi vendute traendone un profitto astronomico. E secondo quanto riporta france3-regions.francetvinfo.fr, l’artigiano avrebbe ammesso di aver realizzato 455 borse contraffatte a partire dal 1998. L’artigiano avrebbe venduto ogni pezzo a 18.000 euro, intascando così oltre 8 milioni di euro. Gli inquirenti stimano però che la presunta organizzazione criminale fosse in grado di generare 18 milioni di euro di profitti l’anno da questa attività. Nel frattempo il pellettiere francese, presunto capo dell’organizzazione, nega ogni accusa. Nelle scorse ore davanti ai giudici parigini, come riporta fr.fashionnetwork.com, l’uomo ha sostenuto di aver offerto “ingenuamente” la sua competenza, ma di non essere l’organizzatore: “Io all’inizio vendevo pelli e basta. Non sapevo a cosa servissero“. (art)

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