Conceria italiana in lutto: addio a Filippo Brancati (Montebello)

Conceria italiana in lutto: addio a Filippo Brancati (Montebello)

Lutto nel mondo della conceria italiana. All’età di 69 anni, martedì 15 settembre 2020 si è spento ad Arzignano Filippo Brancati, responsabile commerciale di Conceria Montebello.

Addio a Filippo Brancati

L’inconfondibile risata e il sorriso contagioso, Filippo Brancati era nato nel 1950 e, dopo alcune esperienze nel settore edilizio, entrò nel team di Montebello nel 1990 insieme a Franco Dalle Mese, figlio del fondatore della conceria, Giuseppe Dalle Mese.

Una colonna portante

Assumendo la gestione di tutte le dinamiche commerciali della conceria veneta, Brancati ne divenne in breve tempo una colonna portante. Parenti e amici lo ricordano come un “esempio di lealtà, generosità, forza e accoglienza”. Lascia la moglie Nadia (anch’essa figlia di Giuseppe Dalle Mese) la figlia Marika (da tempo in forza alla conceria) e il figlio Massimo.

 

 

Il ricordo di Franco Dalle Mese

Franco Dalle Mese racconta e ricorda Filippo Brancati con le parole che seguono.
“Don’t Cry for Me Argentina era una delle canzoni preferite di Pippo, uno dei suoi tanti motti: un’incitazione all’essere positivi, la negatività non era contemplata.
Quando ho conosciuto Pippo ero giovane e avevo cominciato a lavorare in conceria a fianco di mio padre da qualche anno. Stava per diventare mio cognato, ma non sapevo che avremmo condiviso famiglia, amicizia e lavoro, tutta una vita.
A 19 anni, mentre studiava economia e commercio all’università, lavorava già come ragioniere in una società di costruzioni a Montebello Ionico (Reggio Calabria). Più tardi si sarebbe occupato di amministrazione e vendite in Diano spa, una delle più grandi aziende del settore nella regione. Nel 1987 si trasferisce con mia sorella Nadia in Veneto ed entra a far parte del management di Conceria Montebello, all’epoca una piccola impresa poco più che artigianale che produceva pelli per calzatura e arredamento.
Pippo era un uomo di numeri, ci ha aiutati negli anni a sviluppare una struttura amministrativa solida e insieme abbiamo costruito una prima vera rete vendite internazionale. Sono cominciate le collaborazioni con gli stilisti e la scoperta del mondo della moda. A suon di chitarre e panini con la mortadella ci sentivamo dei conquistatori. Insieme abbiamo fatto i primi viaggi oltreoceano. Il nostro marketing si era spinto fino all’ultimo piano di una suite presidenziale ad Hong Kong dove Pippo ha cucinato per i nostri clienti spaghetti al pomodoro, conditi con basilico fresco trasportato con una piantina nascosta in valigia.
Pippo era un uomo rigorosamente made in italy.
È anche riuscito a fondare un’azienda agricola, che produce vino e olio in Calabria. Era molto orgoglioso dei suoi prodotti biologici e di poter condividere con tutti i profumi del suo mare e della sua adorata terra.
Grazie a mio padre e Pippo abbiamo fondato un’azienda di salotti in California, Omnia Italian Design. Ironicamente, gli stabilimenti si trovano a due passi da Montebello (CA). Con i nostri partner Salvatore ed Emilio e successivamente i figli Peter e Luigi si è creata una collaborazione duratura e profonda. Solo uno dei molti esempi del suo rispetto e della sua dedizione verso i collaboratori e dipendenti.
Pippo è stato tanto riservato nel suo privato quanto accogliente verso l’esterno: nella sua vita non ha mai lasciato fuori nessuno, una rara premura verso le persone e un desiderio insaziabile di buona compagnia. Sul lavoro, come nella vita, camminava fiero col suo carattere forte, guardando sempre alle cose con entusiasmo, per lui non esistevano problemi, soltanto soluzioni. Da Pippo ho imparato che non ci si deve mai buttare giù e che anche nelle situazioni più difficili bisogna saper scorgere delle opportunità.
Pippo c’è stato per ogni decisione presa, per ogni battaglia, vinta o persa, ogni successo ottenuto e ogni momento importante. Insieme abbiamo costruito aziende sane e coinvolto i nostri figli grazie alla passione e all’impegno. Nonostante i caratteri differenti e le nostre accese discussioni, so di aver perso l’altra faccia della mia medaglia. Un fratello, un amico, un insostituibile partner di lavoro.
Montebello è un luogo e tanti luoghi, che riassumono il suo viaggio e la sua carriera.
Montebello è una famiglia, che lo ricorda e lo respira in tutta la sua lunga storia.
Montebello conserva la sua forza.
Grazie Pippo”.

La redazione de La Conceria si unisce al cordoglio di parenti, colleghi e amici.

 

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