Credito d’imposta, Pilotti: proroga o le aziende soffocano

Credito d’imposta, Pilotti: proroga o le aziende soffocano

Credito d’imposta: situazione irrisolta. Mentre l’Agenzia delle Entrate prosegue nel suo lavoro di verifica, si sta avvicinando il 30 luglio, termine entro cui le aziende devono decidere se aderire alla procedura di riversamento spontaneo proposta dal fisco. La scadenza, che coinvolge le imprese del settore moda, cade in un periodo di grande sofferenza per il settore. Annarita Pilotti, presidente di Confindustra Moda, è tornata a parlarne sulle pagine del quotidiano Avvenire invocando, perlomeno, la proroga della deadline.

Pilotti invoca la proroga

L’attivazione dell’Albo dei Certificatori avvenuto a metà maggio non dirime la questione sul credito di imposta. Non ci sono ancora le linee guida. Soprattutto, non è ancora chiaro se il certificatore può risolvere la situazione delle imprese che hanno già ricevuto la contestazione da parte del fisco. Ecco perché, in attesa di definire le incertezze del caso, Confindustria Moda ha chiesto al Governo la proroga dal 31 luglio 2024 al 31 gennaio 2025. Di cosa? Della deadline entro cui queste aziende devono decidere se aderire o meno alla procedura di riversamento spontaneo. Tra le richieste ci sono anche quella di una moratoria per interrompere momentaneamente i controlli dell’Agenzia delle Entrate e quella di un sistema di “saldo e stralcio” sull’importo contestato.

 

 

Le aziende soffocano

La questione assume particolare importanza in questo periodo di crisi del settore moda. Soprattutto per quelle aziende che accusate di aver utilizzato indebitamente il credito di imposta e alle quali il fisco ne chiede la restituzione. “Chiederne la restituzione significa correre il rischio di incorrere sia in default aziendali con conseguenti impatti sull’occupazione sia nel moltiplicarsi di contenziosi con l’Agenzia delle Entrate” sottolinea Pilotti. Insomma, se lo Stato pretende di incassare i soldi subito rischia di perdere contribuenti poiché drenare liquidità dalle aziende in crisi significa soffocarle. Ma significa anche perdere posti di lavoro, con conseguente attivazione degli ammortizzatori sociali. (mv)

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