Il possibile reshoring del premium: occasione sempre più lontana?

Il possibile reshoring del premium: occasione sempre più lontana?

Da potenziale occasione a svantaggio in meno di un mese. In questo rischia di tradursi l’emergenza in corso per l’industria italiana della moda che, quando CRV scoppiò in Cina intravide la possibilità di intercettare progetti di possibile reshoring. A sostenerlo è il direttore dell’Osservatorio Economico dell’Institut Français de la Mode, Gildas Minvielle. In un’intervista rilasciata a MF Fashion, Minvielle spiega che la battuta d’arresto dell’Italia“nella produzione gioverà a Marocco e Tunisia” ma anche alla Turchia. Altro che reshoring dall’Asia, insomma.

Il premium al Nord Africa

I Paesi del Maghreb, spiega l’esperto, “garantiscono una buona produzione e sono vicini all’Europa“. Lo stesso concetto vale per la Turchia e alcuni Paesi dell’Est “che possono offrire performance di alto livello”. A questi Stati, dunque, potrebbero rivolgersi i numerosi brand del segmento premium costretti a cercare alternative alla produzione cinese. “È un calo della domanda che già cominciava a profilarsi e che si consoliderà in favore di Paesi come il Bangladesh e il Vietnam” continua Minvielle.

False speranze

L’iniziale speranza che il lockdown cinese potesse giovare alla produzione europea e italiana nello specifico svanisce. Le parole di Minvielle trovano conferma in quelle di Claudio Marenzi, titolare di Herno e presidente di Confindustria Moda: “Fino a qualche mese fa si parlava di reshoring, dell’opportunità di riportare in Italia commesse di nuovi segmenti, perché l’alta qualità già è nostra. Tra qualche mese il discorso potrebbe essere diverso”.

Immagini d’archivio La Conceria

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