Investimenti e sospetti sulla filiera nigeriana della pelle

Investimenti e sospetti sulla filiera nigeriana della pelle

Investimenti e sospetti sulla filiera nigeriana della pelle. Le autorità del Paese africano hanno sottoscritto un accordo di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo di una fabbrica tessile e un calzaturificio nella città di Aba, e di una conceria nello Stato di Kano. Nel frattempo, però, persistono problemi di inquinamento. In seguito al rinvenimento di un banco di pesci morti in un fiume situato vicino a un distretto conciario, le autorità temono che la causa sia legata allo sversamento di sostanze nel corso d’acqua da parte delle aziende di lavorazione della pelle.

Gli investimenti

L’agenzia governativa di stampa NAN ha annunciato la nascita del progetto condiviso pubblico-privato. Secondo quanto riferito, la creazione della fabbrica tessile e del calzaturificio ad Aba uniti alla conceria a Kano comporterà un investimento complessivo di circa 12 milioni di euro. L’obiettivo è rivitalizzare le industrie del Paese e creare quasi 1.300 nuovi posti di lavoro. Il progetto non è ancora stato autorizzato. Perché lo sia c’è bisogno del via libera da parte del Ministero degli Interni.

I sospetti

Intanto, un gruppo di concerie finisce nel mirino delle autorità. Il 16 maggio un branco di pesci è morto lungo il fiume Wudil, nello Stato di Kano. Il corso d’acqua, che dà il nome al distretto, scorre vicino a un distretto conciario. Secondo le autorità, i pesci potrebbero essere morti a causa dell’inquinamento prodotto dalle aziende che lavorano la pelle. Gli effluenti ritenuti inquinanti sarebbero stati rilasciati intorno la mezzanotte di quello stesso giorno.

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