Le proposte di Boccia e Confindustria per sopravvivere al lockdown

Le proposte di Boccia e Confindustria per sopravvivere al lockdown

Liquidità, prestiti, scadenze e operazioni. La pandemia di Coronavirus è drammatica e, come recita l’adagio popolare, la salute viene prima di tutto. Ma per le imprese italiane è anche il momento di individuare il percorso per sopravvivere al lockdown. Vincenzo Boccia (nella foto Imaeconomica), presidente di Confindustria, invoca all’unità di intenti tra parti sociali e partner internazionali: “C’è il problema di come rientreranno i lavoratori nelle aziende, che devono essere chiuse in questa fase fisicamente, ma non definitivamente”.

Sopravvivere al lockdown

Le cose da fare sono diverse, d’altronde. Una delle urgenze, ad esempio, è che il Fondo di Garanzia del MISE dia liquidità alle imprese: “Un prestito a 30 anni, che sarebbe come un prestito di guerra, perché siamo in una fase di economia di guerra – spiega Boccia –. Avremo più debito, ma bisogna salvaguardare i fondamentali dell’economia, in Italia come in Europa. La salute è prioritaria, ma bisogna evitare una recessione irreversibile”. Il presidente di Confindustria si rivolge all’opinione pubblica e alle autorità intervenendo da più ribalte, Rai News, Omnibus, Porta a Porta. Da tutti lancia messaggi volti alla proattività di fronte a uno tsunami che minaccia di travolgere tutti. “A spanne il 70% delle imprese ha sospeso le attività. Se il PIL è di 1.800 miliardi l’anno vuol dire 150 miliardi. Quindi perdiamo 100 miliardi al mese. Moltissime persone rimarranno a casa in cassa integrazione – continua –, con costo elevato per lo Stato. Sin da ora dobbiamo costruire un percorso per capire come uscirne”. È una battaglia che coinvolge tutti e non deve spaventare le istituzioni europee: “La rigidità non serve a nessuno, alcuni Paesi non si sono resi conto della gravità della situazione”.

La velocità di risposta

Una nota di Confindustria, ripresa dal Sole 24 Ore, ribatte sul tema della celerità: a una crisi che si aggrava rapidamente serve rispondere con velocità. Occorre consentire “un rapido accesso alla cassa integrazione, che non può essere anticipata dalle aziende – recita il documento –. Serve sostenere la liquidità, con dilazioni delle scadenze fiscali e contributive e agire sulle linee di credito a breve e a lunga scadenza, a partire dall’utilizzo del Fondo di Garanzia. È più che mai urgente un intervento massiccio per prevenire l’impatto devastante che questa emergenza produrrà sul tessuto economico”.

 

 

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