Theresa May tra i bottali di Bridge of Weir Leather per difendere Brexit: ma in Scozia spira un vento ostile

Il deal raggiunto per Brexit è il migliore possibile: “Mantiene il Regno Unito vicino all’Unione Europea in un accordo di libero scambio”. Theresa May, prima di volare in Argentina per il vertice G20, ha pianificato una tappa in Scozia per sostenere la bontà del proprio negoziato con Bruxelles. La mossa non è casuale. Al Parlamento di Edimburgo si è formata una alleanza trasversale tra partiti di maggioranza e opposizione contro l’intesa: al premier londinese la responsabilità di fargli cambiare idea. Non è un caso neanche che nella sortita scozzese May abbia inserito una visita di circa 90 minuti alla sede di Bridge of Weir Leather, conceria che fa parte di Scottish Leather Group: cioè proprio il più grande gruppo conciario del Regno che negli ultimi giorni ha espresso sui media locali qualche riserva sugli esiti di Brexit. Le immagini dell’incontro (tratte dal profilo Twitter del primo ministro) ricordano (ma solo da lontano) quelle della visita nell’estate del 2017 di Vladimir Putin alla conceria TC Ryazan Tannery. Ma l’analogia finisce qui: lo “Zar” andò a fare passerella presso un fornitore del Ministero della Difesa. Theresa May, invece, si trova a difendere una situazione che, secondo gli scenari elaborati dalle stesse istituzioni inglese, può portare alla contrazione del Pil tra il 3% (con deal) e l’8% (senza).

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