UK, a Mulberry lo stop agli acquisti tax free non piace proprio

UK, a Mulberry lo stop agli acquisti tax free non piace proprio

A Mulberry lo stop agli acquisti tax free in Gran Bretagna non piace. Dopo la lettera aperta inviata da 15 firmatari al Cancelliere dello Scacchiere (il nostro Ministro delle Finanze), altri grandi nomi della moda e del commercio di lusso manifestano la loro contrarietà. A cominciare da Thierry Andretta, CEO del brand della pelletteria di lusso.

Lo stop agli acquisti tax free

“Il coronavirus ha decimato il numero di visitatori – spiega Andretta a gq-magazine.co.uk – e la fiducia dei consumatori. Rendere il Regno Unito l’unico paese in Europa a non offrire acquisti esentasse ci pone in un enorme svantaggio. Per non parlare dell’impatto su posti di lavoro, produzione e investimenti nel Regno Unito. Non solo nel nostro settore, ma nei settori dell’ospitalità e del turismo più in generale”.

 

 

Il rischio di fuga

Non c’è il solo CEO di Mulberry nella seconda ondata di contumelie. Gli fa compagnia anche Dylan Jones, direttore di GQ e presidente del British Fashion Council: secondo lui “il Tesoro rischia di perdere miliardi di sterline di entrate”. Mentre James Lambert, vicepresidente di Value Retail (società proprietaria dello shopping center Bicester Village), evidenzia con gq-magazine.co.uk come “nei nostri 25 anni di esperienza abbiamo visto che lo sconto IVA è un forte incentivo per i visitatori internazionali”. In questo senso “l’imposizione di una tassa del 20% – conclude – li incoraggerebbe a scegliere la Francia o l’Italia al posto del Regno Unito”. (art)

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