Credito, per i manifatturieri ci vogliono “i piedi di piombo”

Credito, per i manifatturieri ci vogliono “i piedi di piombo”

Nell’attuale scenario finanziario, servono “Piedi di Piombo”. Il rialzo dei tassi operato da BCE rende gli strumenti finanziari più onerosi e la leva del debito un po’ più complessa da azionare. Per chi si occupa di produzione di articoli in pelle, ancor di più per chi ha progetti di espansione (sia tramite M&A che per espansione produttiva della propria azienda) è una grana in più. Dalle pagine de La Conceria n. 6 – 2023, che titola Credito e verte proprio intorno a questi temi, lo conferma Claudio Delunas (nella foto), CEO di Idee Partners, società controllata da Pattern: il rallentamento degli investimenti è dettato da un approccio più prudente.

 

 

Lo scenario

Il nostro mensile raccoglie anche la testimonianza di Burak Çelet, CEO della turca Desa. Che, per aprire la nuova pelletteria da 2.000 metri quadrati a Poppi (Arezzo), ha potuto far affidamento alla liquidità propria, senza quindi fare ricorso a prestiti. Dal momento che di fronte alla stessa situazione si possono avere reazioni differenti, o dispiegare strategie differenti, a proposito di aggregatori intervistiamo anche Michele Manzari, CFO di Gruppo Florence, che sfrutta il debito per le operazioni di M&A.

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