IED Firenze, quattro studentesse alla prova della pelle

IED Firenze, quattro studentesse alla prova della pelle

Quattro studentesse alla prova della pelle. Si è concluso con il raggiungimento del diploma il percorso didattico che IED Firenze ha organizzato in collaborazione con le realtà conciarie solofrane AM2 Leather e Effegi. Obiettivo: promuovere la pelle nella sua dimensione di materiale circolare d’eccellenza. In che modo? Invitando le future designer a sviluppare una collezione composta da 20 accessori (scarpe e articoli di pelletteria). Utilizzando, ovviamente, la pelle e immaginando di inserirla all’interno della proposta di una griffe del lusso.

Quattro studentesse alla prova della pelle

L’obiettivo, va detto subito, è stato raggiunto. E parliamo per esperienza diretta, avendo partecipato alla Commissione d’Esame. L’eccellenza della pelle è stata sostenuta da una progettualità fashion di alto livello qualitativo. Quattro le studentesse che hanno partecipato al percorso, giungendo al diploma: Valentina Fiorito con il progetto Brem; Elisa Maria Montanaro con Act One; Madeleine Pozzi con Il Confine; Martina Salciccia con Ainee’.

Il senso del progetto

“Partendo dai concetti di economia lineare e circolare, IED si impegna da anni a trasmettere ai propri studenti l’importanza di una gestione efficace e rispettosa del mercato – spiega Andrea Nardi, Fashion Area Coordinator dell’istituto -. Ormai da tempo si parla anche nel settore moda di sostenibilità ed etica, recupero e riciclo, modelli di economia più a lungo termine ed evoluzione dei sistemi di produzione”. Quindi, “il progetto condiviso con il distretto conciario di Solofra, in collaborazione con AM2 Leather e Effegi, ha avuto l’obiettivo di coinvolgere gli studenti del 3° anno del corso triennale in Fashion Design in quello che ad oggi risulta essere un modello vincente e cosciente”. In altre parole: “Un progetto basato sul recupero di pellame per la realizzazione di accessori moda. Veri e propri prototipi in grado di esprimere la creatività degli studenti nel rispetto di di quanto richiesto. Questo ha reso possibile una loro ulteriore crescita personale e professionale”. Una crescita, diciamo così, propedeutica all’ingresso “in un contesto di mercato dove è necessario un continuo intervento innovativo in termini di processi e sostenibilità”.

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