Nuovi mercati e clienti più giovani: Natuzzi cambia rotta

Nuovi mercati e clienti più giovani: Natuzzi cambia rotta

Natuzzi cambia rotta e lavora “a un nuovo approccio e a nuovi mercati”. Obiettivo: intercettare clienti che al momento rientrano solo in parte nel target dei suoi prodotti. Ma CRV sta cambiando il mondo e il gruppo materano dell’imbottito intende agganciare questa opportunità puntando sui giovani consumatori. E non solo.

Natuzzi cambia rotta

Il Direttore Wholesale di Natuzzi Cosimo Bardi, insieme ad Andrea Cafiero (responsabile Marketing e Comunicazione) hanno partecipato ieri (15 ottobre 2020) a Brazilian Leather Webinar (nella foto) organizzato da CICB (l’associazione brasiliana dei conciatori). Titolo: Furniture and Sustainabilit”. Nel corso dell’evento Bardi ha evidenziato che “la forza del nostro gruppo sta nella sua versatilità“, data dalla strategica presenza produttive in alcune nazioni. Una dote che Natuzzi vorrebbe sviluppare ulteriormente, producendo in modo differenziato in base al diverso tipo di clientela attiva in ogni mercato. “Stiamo discutendo internamente sulla possibilità di dedicare collezioni specifiche a particolari consumatori che, onestamente, oggi non stiamo intercettando” ha spiegato il manager. Tra questi vi sono i più giovani, la cui possibilità di spesa sta crescendo. Ma anche i clienti più attenti alla sostenibilità.

Una bella casa

“Nei mesi scorsi, causa CRV, le persone non hanno speso per viaggi o altro. Hanno compreso quanto importante siano qualità e comfort nelle abitazioni – continua Bardi -. Noi siamo dei sognatori e sappiamo che il prossimo anno sarà sfidante, ma stiamo pianificando la crescita con la forza di un gruppo che vanta una presenza globale. Siamo in tutto il mondo, vicini ai nostri clienti e con più impianti di produzione potremmo esserlo maggiormente”.

Mesi terribili, ma poi…

“Abbiamo cominciato l’anno molto bene, con i mesi di gennaio e febbraio molto positivi, poi abbiamo dovuto affrontare la pandemia e nel nostro caso due volte – racconta Bardi -. Tutto ha avuto inizio in Cina dove abbiamo dovuto chiudere per 2 settimane e i lavoratori non hanno fatto rientro subito in fabbrica. Poi abbiamo dovuto affrontarla in Italia, in Brasile, in Romania e nel resto del mondo“. Natuzzi, così, ha affrontato tre mesi “terribili”, come li ha definiti il manager. Tanto che se il primo trimestre del gruppo segnava il -22%, la percentuale a fine giugno 2020 arrivata a -33,1%. Tuttavia, il gruppo vede la ripresa. “Chiuderemo con numeri incredibili grazie alle vendite registrate tra fine giugno e agosto. Ma anche a settembre” conclude Bardi.

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