Per Bonomi (Confindustria) il Governo sul lavoro rischia grosso

Per Bonomi (Confindustria) il Governo sul lavoro rischia grosso

L’estensione degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti nel pieno dell’emergenza “potevano essere giustificati”. Ma la scelta del Governo di protrarre “ad oltranza” le misure è “un errore molto rischioso”. Insomma, Palazzo Chigi sul lavoro rischia grosso. Ne è certo Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, che lo scrive nero su bianco nella lettera rivolta ai presidenti delle associazioni che fanno capo a viale dell’Astronomia. Più va avanti “il binomio CIG per tutti-no licenziamenti più gli effetti di questo congelamento potrebbero essere pesanti, in termini sociali e per le imprese“, è la sua opinione. Per alcune aziende il “risveglio” dall’anestesia coinciderà con “l’avvio di procedure concorsuali”.

Il Governo sul lavoro rischia grosso

Sarebbe un peccato, continua il numero uno di Confindustria (nella foto Imagoeconomica), se non si sfruttasse questa crisi per uscirne più forti. “Seppur è vero che nessuno era preparato a gestire gli effetti di una pandemia di questa natura – si legge nella sua lettera – è altrettanto vero che tutti i provvedimenti messi in campo in questi mesi, che hanno impegnato risorse ingenti per circa 100 miliardi di euro, non hanno sciolto alcun nodo che imbriglia la crescita del nostro Paese”. Quello che Bonomi auspica, invece, sono politiche attive per il lavoro, già a cominciare “dalla prossima legge di Bilancio”. Serve una riforma “complessiva e di sistema”, che non può essere attuata “con il Reddito di Cittadinanza“, la cui attuale configurazione va “smontata”.

Attenzione ai giovani

Bonomi, al giro di boa dei 100 giorni da presidente, riconosce “un Paese, o meglio, un blocco di partiti politici e pezzi di società italiana” che con “erronee illusioni” ritiene “di rinviare o impedire la necessità di innovazioni profonde nel sistema pubblico e nelle troppe rendite improduttive che alimenta”. È un problema per “i nostri figli”. Quello che ci si trova difronte è “un blocco in cui emergono tentativi di vera e propria intimidazione delle imprese, per indurle a tacere. E disegni da parte di sistemi di potere locali di vera e propria subordinazione delle imprese, promettendo e concedendo sgravi ad hoc e interventi straordinari”.

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