Capri Holdings vara tagli e licenziamenti per salvare la liquidità

Capri Holdings vara tagli e licenziamenti per salvare la liquidità

Obiettivo numero uno: salvare la liquidità. Capri Holdings prevede che per la pandemia di Coronavirus i negozi del gruppo in Europa e USA resteranno chiusi almeno fino alla fine di maggio. Un lockdown spietato. La multinazionale statunitense, che controlla Michael Kors, Versace e Jimmy Choo, vara dunque un piano di tagli ai compensi e di licenziamenti per salvare la liquidità.

Salvare la liquidità

John D. Idol, presidente e CEO di Capri Holdings, ha definito l’attuale situazione “imprevedibile” e “senza precedenti”. È stato lui a comunicare il piano straordinario: “Siamo ottimisti sul fatto che il gruppo rimbalzerà in area positiva – le sue parole – e crediamo di avere le risorse finanziarie per far emergere un’azienda forte”. Capri Holdings ha devoluto 3 milioni di dollari a sostegno della lotta al Coronavirus.

Le azioni del piano

Le azioni del piano prevedono la riduzione del 50% del compenso del board. Non solo: tutti i CEO della società e dei 3 marchi posseduti  hanno rinunciato al compenso, mentre la società valuterà l’opportunità di ridurre gli stipendi complessivi, a vari livelli, di circa il 20%. Capri prevede un taglio futuro della forza lavoro, non quantificato al momento. A partire dall’11 aprile resteranno a casa i circa 7.000 dipendenti dei negozi al dettaglio del Nord America, mentre i colleghi europei andranno in cassa integrazione.

Evitare gli stock

Tra gli altri provvedimenti presi ci sono la significativa riduzione degli acquisti per non appesantire il magazzino e l’estensione dei pagamenti verso i fornitori. Tra le contromisure rientrano la riduzione degli investimenti e delle spese operative e la sospensione dell’acquisto di azioni proprie per 400 milioni di dollari. (mv)

 

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