Cina, il ritocco dei prezzi è un’ipotesi, le file sono vere

Cina, il ritocco dei prezzi è un'ipotesi, le file sono vere

Al momento il ritocco dei prezzi, non il primo ad opera delle griffe, è un’ipotesi. Ma il solo dubbio è stato sufficiente affinché lo scorso weekend i clienti si mettessero in fila davanti alle boutique di lusso. Accade in Cina, dove il timore di una nuova ondata di aumenti dei prezzi dai primi di settembre, unita alle restrizioni ai viaggi all’estero, hanno stimolato i consumatori ad accelerare il processo di acquisto.

Il ritocco dei prezzi

Lo testimonia il Global Times. All’interno dell’International Finance Centre di Pudong, Shanghai, sabato scorso (29 agosto 2020) si sono viste lunghe code in quasi tutti i negozi, tra cui Louis Vuitton, Chanel e Christian Dior. I clienti dovevano aspettare in media oltre un’ora per poter entrare. Altre code sono state viste allo SKP di Pechino e al centro commerciale Mixc a Shenzhen. Pochi escono senza comprare nulla. La testata giornalistica indica che ci sono due fattori che spingono gli acquisti: la voce che le maison del lusso sarebbero intenzionate a ritoccare un’altra volta i prezzi e l’impossibilità di viaggiare all’estero per fare shopping.

In Corea è vero

Gli aumenti dei cartellini riguardano anche la Corea. Secondo The Korea Times, Chanel ha aumentato il prezzo di diversi articoli in pelle all’inizio di agosto. Un incremento inaspettato, dato che la griffe aveva aumentato i prezzi già a maggio e la maison ritocca i prezzi due volte l’anno. I consumatori si aspettavano un nuovo colpo verso novembre, insomma. Chanel Corea ha detto al Korea Times che stava solo seguendo la politica dei prezzi della sua sede centrale. Il portale cinese Ladymax riporta di un probabile aumento dei prezzi di Chanel, Cartier e Louis Vuitton dal primo settembre e di Tiffany dal 4. (mv)

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