Hermès (3,3 miliardi) compensa a Pechino il calo di Hong Kong

Per i vertici di Hermès il dato più importante è che nel primo semestre del 2019 il dato delle vendite nella regione Asia Pacifico (eccetto Giappone) si conferma in aumento: +18%. Il risultato consente alla griffe di concludere il periodo in crescita del 12%, per 3,3 miliardi di vendite. Ma, mentre la Francia continua a espandersi (+4%) volando più alta degli strascichi dei gilet jaunes, tra Hong Kong e Cina è in corso un rimescolamento delle quote di mercato.

Travaso di acquisti
L’ex protettorato britannico è dalla fine dello scorso marzo teatro di agitazioni di piazza: “Seguiamo gli eventi giorno per giorno”, ha commentato il CEO Axel Dumas. Malgrado Hermès, che conta ad Hong Kong sette boutique (incluso il flagship store da 900 metri quadri inaugurato nel 2018), vanti un certo legame con la clientela locale, il contraccolpo sulle vendite di tante turbolenze si è sentito. La griffe, però, può fare affidamento sulla redistribuzione degli acquisti dei clienti della Repubblica Popolare: “Il rallentamento di Hong Kong sarà compensato da un forte livello di crescita in Cina”, rassicura Éric du Halgouët, Executive Vice President-Finance della società, a Les Echos.

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