Karl Lagerfeld uno di noi: mentre a Londra la fanno facile, “abbracciamo la pelliccia. Non mi piacciono i nazivegani”

Sull’amore di Karl Lagerfeld per la pelle e la pelliccia c’erano pochi dubbi (una delle tante dimostrazioni l’ha data con la recente capsule disegnata per la giovane modella Kaia Gerber). Ma ieri il designer ha rilasciato dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni o dubbi. “Non mi piacciono questi vegani che distruggono macellerie. I macellai non sono ancora illegali, quindi attaccarli è una sorta di fascismo, e io sono contro ogni tipo di fascismo” ha detto, secondo quanto riporta Fashion Network, a margine della sfilata “tutta pelle” di Fendi, griffe che dirige. Dal momento che certi problemi sono trasversali, come dimostra il recente incendio (con ogni probabilità doloso) a un allevamento di visoni del vicentino, Lagerfeld non si è limitato alla pelle e ha difeso anche la pelliccia, bandita nella recente London Fashion Week. “È proprio perché gli altri stanno scappando dalla pelliccia che noi la abbracciamo – ha aggiunto Lagerfeld –. Invece bisogna scappare via dalle finte pellicce così inquinanti. Ugh! Ma finché le persone indosseranno la pelle o mangeranno la carne, allora le pellicce (a condizione che gli animali siano trattati con cura e in condizioni dignitose, come succede con le pellicce di Fendi) saranno sempre legali e ambite”. Lo stilista non lesina una frecciata, definiamola econometrica, ai colleghi britannici che hanno compiuto una scelta tanto mediatica quanto marginale per i loro equilibri di vendite. “È facile per Londra vietare le pellicce, quando non è con esse che ti guadagni da vivere!”. (mv)

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