Luci e ombre sul trimestre di Burberry: dati ok, ma quanti stress

Luci e ombre sul trimestre di Burberry: dati ok, ma quanti stress

Luci e ombre sul trimestre di Burberry. Le luci riguardano il fatto che la griffe britannica archivia un terzo trimestre positivo. E, soprattutto, migliora le prospettive per l’intero anno fiscale. Le ombre, invece, emergono dai giudizi degli analisti finanziari. Per loro il mercato globale è, in questo momento, sottoposto a stress che non possono evitare di influenzare anche i conti di Burberry. Per esempio: le vendite ad Hong Kong dimezzate, il retail in Cina minacciato dal virus e la staticità del mercato USA.

Il terzo trimestre
Burberry ha chiuso il 28 dicembre 2019 il terzo trimestre dell’esercizio 2019-2020 con vendite retail a 719 milioni di sterline. In crescita dell’1% annuo a cambi attuali e +2% a cambi costanti. Le vendite comparabili sono invece aumentate del 3% grazie alle nuove collezioni firmate Riccardo Tisci. Le quali, come ha precisato il CEO Marco Gobbetti, “ora rappresentano il 75% degli articoli in vendita”. Alla luce dei risultati del terzo trimestre, Burberry ha migliorato l’outlook per l’intero anno. Ora prevede una crescita delle vendite a “una singola cifra bassa”. La stima precedente indicava vendite stabili.

Prodotti e mercati
A livello di prodotto, Burberry evidenzia la crescita dell’abbigliamento, mentre “gli accessori hanno beneficiato di un’offerta di pelletteria più completa”. A livello geografico la Cina è cresciuta del 15% circa (percentuale calcolata dagli analisti), compensando il dimezzamento delle vendite ad Hong Kong. Bene l’Europa, piatte le Americhe.

I timori
Burberry ha puntato molto sul mercato cinese (la sfilata a Shanghai nell’aprile 2020, la prevista apertura di una boutique a Shenzhen e altre iniziative) i cui risultati potrebbero essere frenati dell’epidemia legata al Coronavirus. La situazione a Hong Kong, dove il marchio britannico ha dimezzato le vendite, non sembra invece migliorare. Secondo gli analisti, però, ancora più preoccupante è stata l’incapacità del brand britannico di beneficiare del generalizzato buon andamento del mercato americano. (mv)

Imamgine tratta da burberry.com

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