LVMH con l’offerta da 14 mld per Tiffany è solo ai preliminari

“Discussioni preliminari”. La prima offerta del gruppo LVMH per Tiffany non è né più né meno che un approccio. E poco conta che si parli di una proposta da 120 dollari per azione, vale a dire da oltre 14 miliardi totali. Il marchio USA della gioielleria e degli accessori, come è noto, in prima battuta ha rifiutato. Ma il colosso francese spiega che le trattative andranno avanti, anche se (la prudenza è d’obbligo) “non c’è certezza che le discussioni possano portare a un accordo”.

Mossa strategica per entrambi
L’ingresso di Tiffany nel sodalizio LVMH può far comodo a entrambi i partner. E non è un caso che a sottolineare l’assunto sia anche il quotidiano francese Les Echos, molto attento alle dinamiche dell’alto di gamma francese proprio perché controllato dallo stesso gruppo di Bernard Arnault. Qual è il reciproco vantaggio? LVMH può crescere nel reparto gioielleria, che ora vale solo (si fa per dire) il 9% del suo bilancio annuale (46,8 miliardi nel 2018). Lancerebbe, in questo senso, il guanto di sfida a Richemont. Ma anche Tiffany ha di che guadagnarci: troverebbe risorse per crescere su nuovi mercati (a iniziare da quello europeo) e recuperare quella clientela cinese oggi in fuga dagli States. Il sodalizio coi francesi, insomma, aprirebbe a una stagione di crescita complessiva per il brand. Accessori inclusi. Tiffany ha nella pelletteria un’attività marginale, ma solo in termini percentuali. Oggi i Leather Goods per gli americani valgono il 7% del giro d’affari, cioè oltre 300 milioni di dollari di vendite. Secondo gli analisti di Bernstein, con LVMH potrebbe mettere le ali alla divisione.

Il fermento del lusso
Intanto, la notizia della prima offerta ha messo in subbuglio i titoli del lusso. Non tanto quello di LVMH, che ha chiuso la giornata appena in area negativa (-0,27%), ma di certo quello di Tiffany, che ha vissuto un rialzo di oltre il 30%. L’ipotesi di una maxi-fusione nell’alto di gamma ha scatenato gli investitori, facendo salire per semplice contagio anche le quotazioni di altre griffe. Ad esempio quella di Salvatore Ferragamo (da tempo al centro di rumor – sempre smentiti – su possibili cessioni) che pure ha chiuso la giornata in leggero rialzo. Per incendiare il mercato del lusso, a volte, basta poco.

Immagine da sito Tiffany

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