LVMH spiega Tiffany e perché crede in pellicce e made in Italy

LVMH spiega Tiffany e perché crede in pellicce e made in Italy

Antonio Belloni, direttore generale di LVMH, spiega l’operazione Tiffany: un gioiello (è il caso di dire) dell’alto di gamma che fa al caso della conglomerata francese. Ma non solo. Nell’intervista a La Repubblica, Belloni spiega perché LVMH crede in pellicce e made in Italy.

Perché Tiffany

“Fa parte di quelle poche marche di lusso sopra i 4 miliardi di fatturato – dice Belloni –. Vanta un controllo e una lunga storia che ricordano il modello di Louis Vuitton, ma con un animo newyorchese”. Organizzazione, ma anche savoir faire. “Ci è piaciuto il saper fare artigianale nella lavorazione dell’oro, del platino e dei diamanti – continua –, e la capacità unica di tracciare la provenienza e la sostenibilità delle sue pietre”.

Perché crede in pellicce
Per LVMH la sostenibilità, implementata con il Programma LIFE, è una priorità. “Però avete scelto di non bandire le pellicce dalle vostre collezioni”, osserva (con malizia) l’intervistatrice. “Abbiamo scelto di lasciare i clienti liberi di scegliere – ribatte Belloni – e garantire loro che i nostri prodotti siano realizzati in filiere con altissimi standard”. E se a qualcuno la convivenza delle pellicce Fendi con le proposte alternative di Stella McCartney (di cui il gruppo ha acquisito il 49%) sembra strana, il direttore generale osserva: “La forza di LVMH sta nel fatto che abbiamo un ecosistema di 75 marchi unici, che senza tenere conto di Tiffany, insieme contano 8.129 anni di storia”.

L’importanza del made in Italy
Sodalizio francese, ma dalle radici nel Belpaese. “Spesso facciamo leva sulla capacità dei distretti industriali italiani – ammette Belloni –. Per le borse siamo in Toscana con tutti i nostri brand, tranne Louis Vuitton. L’Italia è la fucina delle produzioni perché c’è una mano irripetibile. Per questo oltre ad avere 7 marchi italiani di cui andiamo molto fieri, in Italia abbiamo 30 siti produttivi e oltre 11.000 produttori”.

Foto da account Facebook di LVMH

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