Prima del merger: trimestrali complicate per Tapestry e Capri

Prima del merger: trimestrali complicate per Tapestry e Capri

Da aprile a giugno, il bilancio dei protagonisti della fusione dell’estate è stato – diciamo così – ombroso. Tapestry fa peggio delle previsioni, mentre Capri Holdings dichiara numeri peggiori del suo acquirente, ma batte le attese degli analisti. A pesare su entrambi è il mercato nordamericano. Le trimestrali complicate sono arrivate prima del merger, a breve distanza dall’annuncio dell’operazione che ha portato il gruppo Tapestry (Coach, Kate Spade, Stuart Weitzman) a comprare per 8,5 miliardi di dollari Capri Holdings (Michael Kors, Versace e Jimmy Choo).

Trimestrali complicate

Tapestry

Nel trimestre aprile-giugno 2023, l’ultimo per Tapestry, le vendite sono scese a 1,620 miliardi di dollari, rispetto a 1,625 dello scorso anno. Wall Street aveva previsto 1,653 miliardi di dollari. Le entrate di Coach sono cresciute del 3%, quelle di Kate Spade sono scese del 10% e quelle di Stuart Weitzman hanno perso il 13%. L’utile netto dichiarato è di 224 milioni di dollari (95 centesimi per azione), in aumento rispetto ai 189 milioni di dollari, dell’anno precedente. Ma gli analisti intervistati da Factset prevedono 97 centesimi per azione. Nell’esercizio annuale (luglio 2022 – giugno 2023), Tapestry ha registrato ricavi per 6,66 miliardi di dollari, pressoché invariati rispetto ai 6,68 miliardi del precedente bilancio. Utile netto di 936 milioni di dollari, superiore agli 856 milioni dell’anno precedente. Le vendite di Coach sono aumentate dell’1%, quelle di Kate Spade sono diminuite del 2% e anche Stuart Weitzman è arretrato dell’11%. Joanne Crevoiserat, CEO di Tapestry, ha enfatizzato le ottime performance della piccola pelletteria e delle borse, in particolare la tracolla Tabby (fonte WWD). Anche le proiezioni per l’anno fiscale 2024 sono inferiori alle aspettative.

Capri Holdings

Nel primo trimestre dell’esercizio, le vendite di Capri Holdings sono scese del 9,6% a 1,23 miliardi di dollari. Ma hanno battuto le aspettative degli analisti, ferme a 1,2 miliardi di dollari. L’utile netto è sceso a 48 milioni di dollari dai 201 milioni dell’anno precedente. Tuttavia, secondo FactSet, l’utile per azione rettificato di 74 centesimi è stato superiore ai 71 centesimi previsti dagli analisti (fonte WWD). Nel trimestre le vendite di Versace sono scese del 5,8% a 259 milioni di dollari, mentre quelle di Jimmy Choo sono aumentate del 6,4% a 183 milioni. Quelle di Michael Kors si sono ridotte del 13,8% a 787 milioni di dollari. La società non ha dato spiegazioni relative al calo delle entrate. Visto che è stata acquisita da Tapestry, la società si è astenuta dal fornire indicazioni finanziarie per il prossimo trimestre e l’anno fiscale 2024. (mv)

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