Serve un big da 5 miliardi al lusso italiano, dice Michele Norsa

Serve un big da 5 miliardi al lusso italiano, dice Michele Norsa

Al lusso italiano serve un big da 5 miliardi di euro. Un gruppo che va costituito in breve tempo perché il mercato non aspetta e le multinazionali francesi aumentano il dominio della scena. Ad affermarlo è Michele Norsa, ex CEO Valentino e Ferragamo, oggi partner del Fondo Strategico Italiano.

Quattro anni fa
Un primo passo in questa direzione era stato compiuto quattro anni fa. Lo racconta Norsa nell’intervista rilasciata a MilanoFinanza: “Ci fu una riunione a cui parteciparono tutte le aziende italiane del lusso. C’era l’idea di creare un gruppo. Tutti erano d’accordo, ma non vi fu nessuno sviluppo”. La governance familiare o di un manager accentratore, un andamento e una redditività che soddisfa le esigenze della proprietà, sono i fattori che, secondo Norsa, frenano i cambiamenti all’interno delle aziende del lusso italiano.

Necessità impellente
Col passare degli anni, aumentare le dimensioni aziendali è diventata una necessità sempre più impellente per competere su un mercato dominato dalle superpotenze francesi. Per esempio LVMH, Kering, CHANEL. “Il Sistema Italia non ha tempo” ammonisce Norsa che prosegue: “Bisogna pensare a nuovi modelli di business che diano maggiore libertà ai singoli brand rispetto alla struttura dei gruppi”.

Cosa serve all’Italia
Cosa serve per formare un polo italiano del lusso da 5 miliardi? Norsa indica due elementi. Il primo: una figura con capacità finanziarie e competenze tecniche, ma soprattutto autorevole e ben visto dalle griffe italiane. Sul nome, Norsa non si sbilancia. Il secondo: un interlocutore finanziario. Il Fondo Strategico Italiano, di cui Norsa è partner, potrebbe essere il motore dell’operazione.

Cosa succederà nel 2020?
E il 2020? Per Norsa, Bottega Veneta è un “vincitore annunciato”. Poi “Balenciaga, Gucci e le multinazionali francesi con i loro marchi-bandiera come Vuitton e Dior. Perdenti saranno i gruppi americani e alcuni italiani più fragili”. (mv)

Nella foto Imagoeconomica, Michele Norsa

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