Tiffany alza la posta: per 17 miliardi potremmo cedere a LVMH

Tiffany alza la posta: per 17 miliardi potremmo cedere a LVMH

“Se ci vuoi, paga di più”, dice Tiffany a LVMH. La maison francese risponde: “La stiamo studiando e presto te la presenteremo”. Questo potrebbe essere l’ipotetico scambio di battute avvenuto tra i due colossi del lusso. Tra i quali, si sa, sono in corso “serrate” trattative che potrebbero portare alla cessione del gioielliere (e non solo, vista l’importanza della pelletteria sul suo giro d’affari) USA alla multinazionale francese. Tiffany, dunque, alza la posta. E LVMH pare intenzionato a prendere in considerazione le richieste degli americani.

Balletto di indiscrezioni
L’operazione è di altissimo livello, in particolare sotto il profilo finanziario. Inevitabile, dunque, che porti con sé un balletto frenetico di indiscrezioni. La prima riguarda Tiffany. Non appena si è diffusa la notizia della prima offerta di LVMH da oltre 14 miliardi, gli americani hanno replicato che era troppo bassa. Successivamente, Reuters ha riferito che Tiffany avrebbe chiesto a Bernard Arnault di alzare la posta. “Con 14,5 miliardi non ci sediamo nemmeno a parlarne”. Secondo l’agenzia, Tiffany avrebbe informato i francesi che potrebbe aprire due diligence riservate se il gruppo del lusso francese migliorasse la sua offerta.

Arnault valuterebbe
Reuters sostiene che Arnault starebbe valutando una nuova offerta. E scrive che il CdA di Tiffany inizierebbe a prendere in considerazione l’offerta se LVMH la aumentasse da 120 a 140 dollari per azione. Complessivamente l’offerta passerebbe da 14,5 a quasi 17 miliardi di dollari.

Attenti agli altri
Sulle tracce di Tiffany, però, non ci sarebbe solo LVMH. La giostra del pettegolezzo, infatti, segnala il “malumore” di Richemont e la sua potenziale volontà di entrare in gioco (ma l’investimento è, forse, eccessivo). Senza dimenticare i rivali storici di LVMH, cioè quelli di Kering. La corazzata di Pinault, nel segmento del gioiello, possiede “solo” Boucheron e Pomellato, ricavandone il 7% delle entrate complessive del gruppo. Con Tiffany, potrebbe fare un balzo importante. Generando, come potrebbe fare anche LVMH, interessanti sinergie sotto il profilo degli accessori fashion.

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