Dopo 120 anni, il Venezuela riprende l’export di bovini vivi

Dopo 120 anni, il Venezuela riprende l'export di bovini vivi

Il Venezuela riprende l’export di bovini vivi. Non accadeva da 120 anni. Il governo di Caracas ha riavviato la vendita all’estero di animali nell’ambito del progetto “Gran Mission AgroVenezuelana”. Una piccola-grande rivoluzione per il Paese sudamericano, che prima di spedire i bovini ha verificato il rispetto di tutte le norme sanitarie.

Il Venezuela riprende l’export di bovini vivi

La spedizione è salpata il 7 settembre da Puerto Cabello, nello Stato di Carabobo. Qui sono stati radunati 3.700 animali provenienti da sei diverse regioni del Paese, per un totale di 1.600.000 chili di carne bovina. Il carico è destinato in Iraq. Ad annunciare la ripresa delle esportazioni è stato il ministro dell’Agricoltura Wilmar Castro Soteldo alle televisioni nazionali. Si tratta della prima spedizione di bovini vivi dopo 120 anni. Allora la destinazione della merce fu l’isola di Cuba.

Tutti in salute

I veterinari del ministero hanno visitato gli animali e verificato le adeguate condizioni di trasporto sulla nave. “Stiamo parlando di animali che hanno completato il periodo di quarantena, dove è stata verificata la loro salute: gli animali sono esenti da brucellosi e tubercolosi“, ha detto il dottor Wilmer Alcasa, responsabile delle procedure sanitarie della spedizione, durante la conferenza stampa presieduta dal presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro. Il vice ammiraglio José Aguilera ha spiegato che con la sua mandria, composta da 16 milioni di capi, il Venezuela riesce a rispondere completamente alla domanda interna di carne bovina, che è pari a 1,5 milioni di animali.

 

 

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