India, bufalo stangato: Pechino blocca la carne, i dazi la pelle

India, bufalo stangato: Pechino blocca la carne, i dazi la pelle

La filiera indiana del bufalo ha a che fare con una doppia tegola. La prima: Pechino blocca la carne. In Cina già dal 2001 è in vigore un bando alla carne bovina di Nuova Delhi, ma da un anno le autorità impediscono anche le importazioni da terze parti. E qui veniamo alla seconda tegola. I macellatori indiani, rimasti col cerino in mano, chiedono almeno la liberalizzazione dell’export delle pelli grezze di bufalo.

Pechino blocca la carne
A fotografare il disastro sono i dati dell’associazione di riferimento (All India Meat and Livestock Exporters Association). Nei primi 10 mesi del 2019 l’export di carne di bufalo verso i principali partner asiatici è calato del 23% in volume e del 15/20% in valore. Il trend fa riferimento alle vendite in Paesi come Vietnam, Indonesia, Myanmar. È da questi porti, spiega Al Jazeera, che i produttori indiani triangolavano le vendite per aggirare il bando cinese. Ma ora che la zootecnia è sconquassata dall’epidemia di febbre suina, nella Repubblica Popolare non hanno più voglia di rischiare. Tutte le importazioni irregolari sono impedite.

Almeno le pelli
Mentre aspettano mercati alternativi per la carne, gli attori della carne di bufalo chiedono al governo che, almeno, sia abbassato o rimosso il dazio all’export della materia prima conciaria. È in vigore in India un dazio all’export di pelle di bufalo del 40% (già ridotto dal precedente 60%). Rimane una barriera insormontabile: la filiera, per respirare, ha bisogno dei mercati internazionali.

Foto da Shutterstock

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