Pelle USA, quattro mesi da dimenticare per grezzo e wet blue

Quattro mesi da dimenticare. Sono quelli che si lascia alle spalle la pelle USA. I dati sulle esportazioni appena pubblicati da LHCA (Leather and Hide Council of America) raccontano di un profondo rallentamento delle vendite all’estero sia di grezzo sia di wet blue.

Quattro mesi da dimenticare

Tra gennaio e aprile 2020 gli Stati Uniti hanno venduto nel resto del mondo, in volume, il 19% in meno di pelli grezze e il 14% di wet blue. In valore la materia prima grezza è scesa dagli oltre 284 milioni di dollari dei primi quattro mesi 2019 ai poco più di 208 milioni del 2020. Vale a dire un calo del 27%. Per quanto riguarda la materia prima semi-lavorata, si è passati dai quasi 151 milioni di dollari del 2019 ai 130 milioni del 2020.

Le destinazioni

China e Hong Kong restano insieme il principale mercato per l’export di grezzo. Tuttavia, nei primi 4 mesi dell’anno questi Paesi sono divenuti anche la prima meta del wet blue. Nel 2019 erano preceduti da Vietnam e Italia. In controtendenza Brasile,Israele, Indonesia ed Etiopia. Verso il Paese sudamericano gli Stati Uniti hanno esportato il 102% in più di pelli grezze e il 161% in più di semilavorato. Forte richiesta di wet blue americano da parte della Thailandia, che ha acquistato il 138% di pelli. Dall’Italia, tra gennaio e aprile 2019, la domanda di pelli grezze è scesa del 40%, mentre quella di semilavorato è calata del 25%.

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