Le domande della moda, le risposte di Piccioli e D&G

Le domande della moda, le risposte di Piccioli e D&G

Troppe collezioni? Sfilare a Milano? Cosa cambierà nella moda? Domenico Dolce, Stefano Gabbana e Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, si confrontano a distanza e rispondono alle domande della moda. Esprimendo punti di osservazione differenti. Emblematico è il loro commento in merito alla decisione di Giorgio Armani di non sfilare a Parigi, ma a Milano, per supportare l’Italia. Piccioli, su MFFashion, sostiene che si supporta l’Italia attraverso la produzione made in Italy e non attraverso il luogo in cui si presenta la collezione: “Io penso di supportare molto l’Italia perché ho sempre dichiarato che la couture di Valentino è fatta non in Italia, ma a Roma”. Domenico Dolce e Stefano Gabbana, invece, su La Stampa affermano: “Siamo d’accordo, anche perché l’alta moda la teniamo a Milano da quando siamo nati. Ci fa piacere sapere che non saremo più soli”.

Così parlò Piccioli

Valentino ha annunciato l’arrivo del nuovo CEO, Jacopo Venturini, al posto di Stefano Sassi. E ha deciso di non presentare il menswear a luglio, quando svelerà la collezione couture. L’Uomo sarà presentato insieme alla Donna a settembre. Sulla necessità di ridurre le collezioni, come hanno affermato molti addetti ai lavori, Piccioli dichiara: “Tante collezioni, poche collezioni… Non lo so, io le pressioni non le sento. Vedo le collezioni come un’opportunità per raccontare e dire quello che penso”. Per lo stilista l’importante è esprimersi, con più o meno collezioni non importa. Ma come verrà presentata la couture? “Non voglio nessun compromesso. Se c’è una cosa che ho imparato in questo lockdown è che bisogna ripartire in maniera se possibile più radicale, più precisa e direzionale”.

La versione di Dolce & Gabbana

“Il nostro stile di vita è cambiato per sempre e la moda deve adeguarsi. Non solo negozi digitali e meno sfilate, ma anche più attenzione al tempo in casa e a quell’artigianato che è la forza italiana da non perdere nella crisi” sostengono Dolce e Gabbana. “Niente più sfilate evento? Virtuali, registrate, con poco pubblico o senza, la verità è che non lo sappiamo. Qui si va avanti giorno per giorno”. I due titolari lanciano un messaggio chiaro: “Nella moda dovremo cambiare e soprattutto dovrà farlo chi faceva sfilare le pre-collezioni”. Interessante la risposta che i due imprenditori milanesi danno alla domanda sul perché in Italia non nascono più grandi aziende fashion come la loro, Armani, Prada: “Dopo Coronavirus qualcosa succederà. Ci saranno più spazio e una reazione di orgoglio nazionale. Ma occorre una vocazione, bisogna essere devoti al proprio lavoro. Se lo si fa solo per i soldi non è alta moda”. (mv)

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati