MFGS, Valli presenta H&M, i premi, i riconoscimenti alla pelle

Giambattista Valli presenta la collezione con H&M

Filiera della moda, mercato, nuovi consumatori. La 18esima edizione di Milano Fashion Global Summit (Milano, 21-22 ottobre) racconta le nuove sinergie, come quelle incarnate dall’haute couture di Giambattista Valli e il fast fashion di H&M, premia i campioni del savoir faire, trova il modo per riconoscere alla filiera della pelle i suoi sforzi.

Parola di Giambattista
Valli (in foto) si collega in videoconferenza da Roma, dove sta preparando la sfilata di presentazione della capsule disegnata per il gruppo svedese della moda. “La proposta mi ha colto di sorpresa – racconta – per questo l’ho accettata. Vi ho portato la mia filosofia ageless e gender fluid”. Un’occasione per ripensare a sé e alla filiera della moda: “Apprezzo che si stia ritrovando il valore della qualità, che è un valore che guarda al futuro – le sue parole –. Così come è fondamentale il tema della sostenibilità. Certo, per me è più facile, ma tengo sotto controllo la produzione. Non credo a quelle collezioni che funzionano un anno, ma sono obsolete quello dopo. Lavoro sullo stile, non mi concentro sui trend”.

MF Supply Chain Award
Una filiera che si impegna nella sfida della modernità, e che per questo merita un premio. Una giuria selezionata, di cui facevano parte (tra gli altri) Fulvia Bacchi (CEO di Lineapelle), Carlo Capasa (presidente Camera Nazionale della Moda Italiana), Raffaello Napoleone (CEO di Pitti Immagine), Flavio Sciuccati (partner di The European House-Ambrosetti) e Paolo Panerai (CEO di Class Editori), ha nominato i vincitori dei 7 MF Supply Chain Award. Alla categoria Best Innovation si registra l’ex aequo tra Vibram (per gli investimenti in ricerca che hanno permesso di realizzare suole sempre più performanti) e Finproject (per la rivoluzione che ha portato sin dagli anni ’70 nel settore). Per la Best Education, invece, si impone Polimoda, per la sua crescita globale legata sempre alla tradizione manifatturiera.

L’impegno della pelle
Se la moda italiana è stata capace negli anni di risultati di qualità lo si deve all’impegno congiunto delle griffe e della filiera, riconosce Carlo Capasa. Pelle inclusa. “Le nostre Linee Guida per la chimica sono adottate dalla stragrande maggioranza dei brand, con riflessi quindi sulla manifattura – racconta –. Le abbiamo stilate in collaborazione con UNIC – Concerie Italiane, tra gli altri, Confindustria Moda e Sistema Moda Italia”. Non solo. Il fashion nostrano sta ripensando alla definizione di circolarità, che “non è solo riutilizzare allo stesso scopo, ma anche inserire in diversi circuiti – conclude Capasa –. Come fa con gli scarti della concia SICIT Group, azienda che abbiamo di recente premiato”.

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