Per reggere l’urto di CRV, il fashion USA vuole la fine dei dazi

Per reggere l'urto di CRV, il fashion USA vuole la fine dei dazi

Niente guerra commerciale, o per lo meno pagamenti dilazionati. E poi sostegno al credito, per garantire la solvibilità delle aziende. Negli USA negozi e imprese chiudono in ossequio alle disposizioni federali per il contenimento del Coronavirus. Intanto, però, mentre i registratori di cassa si fermano, i costi (affitti e personale, ad esempio) rimangono. La moda USA si scopre vulnerabile. Per reggere l’urto di CRV, le principali sigle di settore si rivolgono al Dipartimento del Tesoro con una lettera congiunta. Il Senato, intanto, ha approvato un pacchetto che comprende il sostegno all’assicurazione contro la disoccupazione, nonché il congedo per malattia per alcune categorie di lavoratori.

Reggere l’urto di CRV

Molti negozi del settore stanno limitando le attività per seguire le disposizioni dell’amministrazione federale. Così come riconosciamo che lo sforzo è fondamentale per contenere il Coronavirus, siamo preoccupati per gli effetti di un prolungato periodo di chiusura”. Sono FDRA (calzatura), AAFA (abbigliamento e accessori) e CFDA (brand e designer) i cofirmatari della lettera al Treasury. Gli effetti, continua il testo ripreso da Footwear News, “possono essere devastanti per le imprese e i loro dipendenti, soprattutto le piccole aziende a conduzione familiare. La situazione avrà riverberi lungo tutta la filiera, dal design, alla logistica, fino alla manifattura. Vi lavorano 4 milioni di persone. Senza forme di soccorso, le aziende dovranno prendere decisioni di lungo termine che possono rendere ancora più difficile il recupero”.

 

 

I dazi

Per Matt Priest, CEO di FDRA, la guerra commerciale che gli USA hanno ingaggiato con la Cina ha rappresentato, per la calzatura statunitense, solo un sovraccarico di costi. Per questo ora chiede ancora una volta a gran voce la rimozione dei dazi sull’import, o per lo meno, il loro congelamento. “Se l’amministrazione non è disposta a fornire questo sollievo – sono le sue osservazioni –, la invitiamo a posporre i pagamenti di 90 giorni. Quando i negozi chiudono e le vendite evaporano all’istante, il governo deve agire con la massima urgenza. Adesso è il momento di agire”.

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