I protagonisti di Mipel Lab: Tigamaro e l’importanza dei giovani

I protagonisti di Mipel Lab: Tigamaro e l’importanza dei giovani

“Il futuro della pelletteria italiana? Sarà dei prodotti belli e ben fatti e dei giovani”. Lo sottolinea a più riprese l’imprenditore vicentino Luca Bortolami, che nel 2015 ha impresso una grande crescita a Tigamaro, la “pelletteria al servizio delle griffe” di Tolentino (Macerata) che impiega oltre 100 dipendenti. Età media: 31 anni. Del resto, formazione e giovani sono da sempre un pallino di Bortolami che da febbraio 2017 ha fondato anche un’academy interna nella quale forma il personale che assume nella sua azienda. Forte di tutto ciò, Bortolami non poteva non essere uno dei protagonisti di Mipel Lab (cliccando qui trovate le interviste che abbiamo realizzato con ognuno di loro). Ecco le sue parole e considerazioni.

La congiuntura

Qual è l’andamento di mercato?

Senza dubbio positivo e in crescita per la prima metà del 2021. Ora c’è la cartina tornasole: se le vendite estive sono andate secondo le attese, ci saranno nuovi ordini, viceversa ci sarà un rallentamento.

Quali prospettive?

Vedo una grande opportunità per i prodotti belli e ben fatti, al di là delle griffe e delle loro vendite estive. E su questo argomento l’Italia è in pole position.

Perché vede questa “grande opportunità”?

Perché il consumatore di oggi ripone grande attenzione ai dettagli e si dimostra più sensibile verso la qualità rispetto al passato. Se poi è giovane è un consumatore molto attento e consapevole, che non compra tanto per comprare. Il giovane è la chiave del futuro per il nostro settore.

 

 

L’importanza dei giovani

Non sta parlando solo di clientela, giusto?

Sì, esatto. Più in generale il nostro settore deve puntare sui giovani, che infondono all’azienda una spinta sia psicologica che mentale. Portano ottimismo, una nuova visione e ti collegano ai loro coetanei che poi comprano i prodotti. La formazione, in particolare quella rivolta ai giovani, è il futuro della pelletteria italiana.

Come attirarli a fare questo lavoro?

Noi stiamo investendo molto nel rendere l’azienda più attrattiva possibile per i giovani perché altrimenti non vengono. Ciò vuol dire investimenti nell’offrire un ambiente di lavoro adeguato e confortevole e una retribuzione equa e consona al loro (alto) livello di scolarizzazione.

Mipel Lab

Qual è, per lei, il senso di Mipel Lab?

Crea attenzione sul nostro mondo produttivo e identità per un settore che non ha niente da invidiare ad altri e che è formato da imprese moderne. L’azienda di pelletteria non è solo il laboratorio artigianale perché, per un interlocutore di un certo livello questo, non è più sufficiente. È una impresa organizzata, preparata, attrattiva, che ha una visione.

Quali sono i punti di forza della produzione della pelletteria italiana?

La flessibilità, la capacità di risolvere i problemi, l’adattabilità per poter soddisfare le mille esigenze e la reattività, prerogativa di questo settore in cui il just in time è quotidiano.

E le debolezze?

La dimensione media delle aziende che è ancora troppo piccola (ma è una caratteristica del sistema Italia) e la difficoltà a dialogare e fare massa critica. E Mipel Lab fa questo: condivisione e confronto tra colleghi. (mv)

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