La pelletteria indiana cerca una via di fuga nei guanti da lavoro

La pelletteria indiana cerca una via di fuga nei guanti da lavoro

La pelletteria indiana cerca una via di fuga. Colpiti da un grave calo della domanda dai clienti della moda, molti produttori indiani di pelletteria hanno ri-orientato la produzione verso i guanti da lavoro. Le richieste sarebbero in crescita e proverrebbero da ogni parte del mondo. Nel frattempo, comunque, il calzaturiero sembra dare qualche primo timido segnale di ripresa e gli operatori si dicono fiduciosi.

La pelletteria indiana cerca una via di fuga

Secondo i dati diffusi dalle associazioni di settore e ripresi da telegraphindia.com, gli ordini di prodotti in pelle per le attività industriali sono cresciuti del 20% rispetto allo scorso anno. E si focalizzerebbero soprattutto sui guanti, molto diffusi nell’industria mineraria, chimica e in tutti quei casi in cui si manipolano oggetti taglienti. Inoltre il governo del Canada e di altri Paesi del continente americano ha dichiarato “essenziale” l’industria mineraria, prevedendo investimenti. Ma è tutta un’altra pelle. La riconversione di queste aziende non aiuta trasversalmente il settore conciario. Gli imprenditori conciari lamentano infatti di avere i magazzini pieni di pelli di qualità superiore, destinati agli accessori per la moda. I funzionari della divisione cargo dell’aeroporto di Calcutta hanno detto che di solito circa 4.000 tonnellate di articoli in pelle come borse, portafogli e cinture e pelle finita venivano esportati ogni mese. A luglio il volume era di circa 1.500 tonnellate e ad agosto di circa 2.300 tonnellate.

 

 

A passi lunghi

Nel frattempo i produttori di calzature in pelle intravedono una flebile luce fuori dal tunnel. Il presidente del Council for Leather Exports (CLE), Aqeel Ahmed Panaruna, ha reso noto che le esportazioni di calzature nel mese di agosto hanno generato 356,15 milioni di dollari di fatturato per le imprese del settore, in crescita rispetto ai 333 milioni di luglio e ai 245 milioni di giugno. “La nostra industria è fiduciosa – spiega a financialexpress.com -. Speriamo di raggiungere il 90% delle esportazioni dello scorso anno a settembre”. La domanda, sempre secondo i dati analizzati dall’associazione, mostra un incremento della domanda di prodotti casual rispetto a quelli formali. Ciò sarebbe dovuto al fatto che le persone continuano a lavorare prevalentemente da casa. (art)

Immagine Shutterstock

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