ILSA, da 120.000 tonnellate di scarti conciari nuovi biostimolanti

Ilsa, da 120.000 tonnellate di scarti conciari nuovi biostimolanti

ILSA vuole trasformare 120.000 tonnellate di scarti conciari in biostimolanti per l’agricoltura sostenibile. Lo ha annunciato il presidente della società vicentina, Paolo Girelli (nella foto), durante il meeting per l’approvazione del bilancio preconsuntivo. Un obiettivo ambizioso, che affianca il progetto di ILSA per la compensazione della C02 attraverso la piantumazione di frutteti in Guatemala e Perù.

120.000 tonnellate di scarti conciari

“Grazie all’avanzamento del progetto GAP (Global Aminoacids Production) – ha spiegato Girelli – nel giro di un triennio saremo in grado di recuperare oltre 120.000 tonnellate di pelli trattate, provenienti dai maggiori cluster conciari del mondo. Potremo produrre più di 90.000 tonnellate di biostimolanti e prodotti ad azione specifica per l’agricoltura“. Un progetto che Girelli ha annunciato durante il meeting per l’approvazione del bilancio preconsuntivo 2020. Il gruppo BCI, di cui ILSA fa parte insieme a Biolchim e Cifo, ha chiuso l’anno con un fatturato di 125 milioni di euro.

 

 

Global Aminoacids Production

Oggi, negli impianti di produzione attivi in Italia e all’estero, ILSA trasforma in idrolizzati proteici solidi e liquidi circa 85.000 tonnellate di pelli. Queste, altrimenti, “avrebbero un impatto rovinoso sull’ambiente”. Grazie alle tecnologie green di cui dispone, l’azienda vicentina valorizza questi residui, ricchi in aminoacidi, trasformandoli in prodotti speciali dalle alte performance agronomiche e dal bassissimo impatto ambientale. All’interno del progetto GAP rientra la realizzazione di un biostimolante di nuova generazione in grado di attivare l’attività dei microrganismi presenti nella rizosfera, ovvero nella porzione di suolo prossima alla radice delle piante.

L’attività in Sud America

Nell’ambito di ILSAZERO, il programma del 2019 teso alla carbon neutrality, l’azienda veneta ha avviato anche per il 2021 iniziative a favore degli agricoltori in Guatemala e Perù. Sosterrà la piantumazione di 4.000 tra alberi da frutto e specie forestali a rischio estinzione nell’Amazzonia peruviana. L’obiettivo è di espandere i frutteti dei piccoli coltivatori, donando alberi da frutto comuni e meno diffusi, per migliorarne la sostenibilità economica, favorendo lo sviluppo di strutture sociali più stabili e preservando nel contempo la biodiversità. (art)

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