Torna Greenweek, UNIC e la pelle italiana protagonisti

Torna Greenweek, UNIC e la pelle italiana protagonisti

La “sostenibilità non è uno slogan. Non è un’opportunità politica contingente. La sostenibilità è una questione concreta”. Talmente concreta da essere quantificabile e, quindi, “toccata con mano”. Torna Green Week, “settimana verde” presentata oggi (7 febbraio 2020) a Milano presso la Sala Blu della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea. E torna Greenweek mettendo sotto i riflettori UNIC – Concerie Italiane, la pelle che rappresenta e alcune eccellenze di filiera.

Cosa succederà
Green Week è un evento “doppio”. Si divide, infatti, tra Le Fabbriche della Sostenibilità, in programma dal 25 al 27 febbraio, e il Festival della Green Economy di Trento, che si svolgerà dal 27 febbraio al 1° marzo. Green Week è promossa da Italy Post, Fondazione Symbola e da Buone Notizie (testata del Corriere della Sera, ndr). E vede tra i suoi partner UNIC – Concerie Italiane. Una presenza tutt’altro che casuale. La pelle italiana, per Green Week, rappresenta un caso industriale di riferimento. Nonché un’occasione per promuovere la sua eccellenza. Infatti, come comunicano gli organizzatori, “tra le fabbriche che apriranno le loro porte, ci saranno aziende che operano nel distretto conciario”. Per esempio, in Veneto: Dani, Montebello, Corichem, Acque del Chiampo e Medio Chiampo. Ma anche, (per la prima volta) in Toscana, Cuoiodepur.

 

 

Sostenibili prima di tanti
“La concia italiana non ha scoperto oggi la sostenibilità – ha spiegato Fulvia Bacchi (direttore generale UNIC – Concerie Italiane) durante la presentazione milanese di Green Week -. Per i nostri imprenditori la sostenibilità non è mai stata uno slogan. Semmai lacrime, sudore e sangue”. In altre parole: investimenti concreti, quotidiani, strategici. “Al punto di riuscire ad anticipare le esigenze sostenibili di ogni tipo di clientela. L’impronta green della pelle italiana è quantificata e testimoniata da 17 anni di Rapporto di Sostenibilità”. Senza dimenticare che “la conceria italiana non solo recupera uno scarto alimentare, ma recupera e trasforma anche l’80% dei suoi scarti, che trasforma, per esempio, in fertilizzanti agricoli”. Ne deriva, dunque, che “è giusto e fondamentale aderire per il terzo anno al progetto Green Week, ampliando il panorama delle aziende visitabili”.

Una vera storia italiana
Quella della conceria italiana, commenta Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, “è una vera storia italiana, interessante, significativa. C’è stato un periodo in cui ero convinto che stessimo perdendo l’industria conciaria. Invece bravi imprenditori e bravi lavoratori hanno fatto sì che l’Italia produca le migliori pelli del mondo e, oggi, sia un settore d’avanguardia nel mondo. Riconoscere tutto ciò è fondamentale ed è nostro compito farlo”.

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