La crisi del 2008 è alle spalle: il vecchio leather cluster di Ubrique investe nel futuro (e conta di agganciare le griffe)

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Come una fenice anche Ubrique vuole risorgere dalle proprie ceneri. Le aziende del piccolo distretto della pelle che sorge nell’area di Cadiz, nel sud ovest della Spagna, sono infatti al lavoro per attirare le griffe del lusso: alcune le hanno già agganciate (i rumor vogliono che Dior, Chloé e Lanvin abbiano produzioni qui), altre potrebbero arrivare. Tutto nel piccolo villaggio spagnolo circondato da boschi ha a che fare con la lavorazione della pelle, fin da quando i primi conciatori utilizzavano proprio la corteccia degli alberi per produrre una sostanza adatta alla concia. Molte piccole aziende, concerie e pelletterie, sono nate così negli ultimi 50 anni, ma molte sono anche sparite più di recente. La crisi del 2008, come racconta drapersonline.com, ha messo infatti alle strette diversi imprenditori che hanno deciso di spostare la propria attività in Asia, Cina soprattutto. Ora però a Ubrique si tenta il rilancio. Le aziende presenti, che per l’86% contano 10 dipendenti, stanno facendo squadra superando gli ostacoli che finora hanno tenuto lontani i grandi brand, a partire dalla lingua: qui esistono 8.000 termini per definire i diversi momenti del processo conciario, ad esempio. All’adeguamento tecnologico sta invece pensando la fondazione Movex, il centro tecnologico spagnolo per la pelle, dove si lavora per rendere più versatili le aziende locali in modo da rispondere alle esigenze delle griffe. Oggi qualche grande nome della moda come Louis Vuitton e Dunhill ha raggiunto il villaggio spagnolo, dove si confezionano soprattutto accessori, ma altri ancora stanno seguendo con attenzione la qualità dei prodotti realizzati in questa località. La posizione strategica (Cadiz è una città portuale affacciata sull’Atlantico) rende inoltre Ubrique “vicina” all’Inghilterra: i brand britannici, allora, sono l’obiettivo numero uno. (art) (immagini tratte da rojasubrique.com)

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