Animalisti contro Intimissimi. La sua colpa? Un top in pelle

La collezione Leather Flowers di Intimissimi

Intimissimi si trova, solo per un top in pelle, al centro di quelle che siamo abituati a definire come “polemiche social”. Su Facebook, su Twitter e nella blogosfera (o meglio: nella loro nicchia animalista radicale) da qualche giorno è un florilegio di accuse e campagne di boicottaggio contro il marchio del gruppo Calzedonia. La sua colpa? Aver presentato una collezione di lingerie in agnello.

Leather Flower
La collezione si chiama Leather Flower e prevede un reggiseno a fascia e un top a triangolo con fodera e pizzo in tessuti (sia naturali, che sintetici) e parte anteriore al 100% in agnello. Una semplice proposta, abbinabile a sottovesti e culotte disegnati per essere stilisticamente coerenti, che, con un range di prezzo leggermente più alto della media, si propone anche come capo d’abbigliamento.

Le invettive
Per gli animalisti radicali, però, Leather Flower è né più né meno che uno scandalo. Mentre il tenore delle accuse è il solito dell’area veg, alcune note associazioni di riferimento spronano i propri sostenitori al mailbombing, cioè a subissare la direzione di Intimissimi al ritiro del modello. Tra i loro follower, invece, c’è chi va giù più duro e chiede di boicottare il marchio.

La risposta dell’azienda
Sollecitata fino al proprio account Facebook, dove inviperiti attivisti le rinfacciano i modelli Leather Flowers anche in calce a post che parlano di altro, i social media manager di Intimissimi hanno ristabilito le priorità dell’azienda. Aperture all’ipotesi di ritiro del modello (almeno per il momento) non ce ne sono. Si ricorda, però, ai contestatori che l’agnello utilizzato per l’abbigliamento arriva dalla filiera della carne. Non è, insomma, il fashion a guidare le macellazioni.

Immagine da sito Intimissimi

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