Numero 14

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COVER STORY | SPECIE PROTETTA
Nervi tesi
Tutti ne parlano. E lo temono. La conceria, tristemente, ci ha fatto il callo. Il protezionismo torna d’attualità sull’onda del progetto di border tax della Casa Bianca. Che, soprattutto, potrebbe trasformarsi in una ulteriore arma di legittimazione antiliberista di massa. E se Tod’s aprisse una fabbrica in Texas?
Alibi e ipocrisie
Il club delle frontiere chiuse sottrae al libero mercato il 50% della materia prima conciaria a livello mondiale. Dalla Russia che continua a bloccare il wet blue allo Zimbabwe che si fa male da solo: per la pelle il protezionismo è una piaga strutturale. La carne dello scandalo.
Le Nazioni Unite del protezionismo conciario (infografica)

GLI ALTRI SERVIZI
Un FabLab per la pelle
Un luogo per le scoperte, dove la filiera della pelle può sperimentare soluzioni nuove con tecnologie digitali quali il laser cutter. Aperto a chi crede nell’open innovation e a chi vuole fare ricerca.
E ora il Politecnico del Cuoio
La Stazione Sperimentale passa all’azione: cerca, con un avviso pubblico, partner per organizzare le attività formative. Uno dei tasselli del piano industriale 2017-2020.
Le concerie e i brand
5 domande a Stefania Saviolo, Direttore del Knowledge Center Luxury & Fashion Master presso SDA Bocconi. Il settore conciario? “Ha molti contenuti da veicolare”. La pelle e il made in italy? Una questione di educazione del consumatore finale. Il lusso? Quello aspirazionale deve cambiare. E, alla fine, il prodotto deve tornare al centro.
C’è un retail che funziona
È un mondo spaccato a metà, quello del retail calzaturiero. In tutta Europa ci sono insegne che hanno l’acqua alla gola, chiedono di accedere a procedure di salvataggio (per mettersi in sicurezza), cercano acquirenti, chiudono negozi. Moltissimi negozi. Poi invece, in particolare in Italia, c’è chi viaggia in senso inverso e gode di una crescita che, a volte, sorprende. Ecco, dunque, cinque casi di grande positività europea più uno di netta controtendenza all’americana.
Hazaribagh, 45.000 incertezze
Dismissioni, scioperi, incertezze. Sul distretto bengalese della concia cala la scure dell’Alta Corte: tagliate le utenze. Ma 45.000 persone restano senza stipendio: una questione ambientale si trasforma in un problema sociale. Paralisi indiana.
Motta Alfredo chiude. Quel che resta va a Madrid
Dopo un periodo di profonda difficoltà, coinciso l’anno scorso con “l’uscita agevolata” di 11 dipendenti e il licenziamento di altri 4, la conceria Motta Alfredo getta la spugna. I sindacati hanno, infatti, comunicato che per 25 dipendenti partirà la Cassa Integrazione e che tutta la produzione rimasta in Italia (nappa ovina e scamosciato) sarà traslocata nella filiale spagnola (Motta Alfredo Iberia) di Talavera De La Reina, nei pressi di Madrid, dove era stata destinata da alcuni anni la produzione di doubleface.
Turismo e consumi: i cinesi ricominciano a spendere
Dopo un 2016 calante, nei primi tre mesi 2017, la spesa dei turisti da Pechino sarebbe cresciuta in modo sostanziale: +12%, con uno scontrino medio di 964 euro, superiore del 4% rispetto al primo trimestre di un anno fa.

Il caso della settimana – La concorrenza e le parole
Ipse dixit Le nostre consegne? Le più veloci d’Europa
Pop Up – Borse dipinte (in tempo reale) al Fuorisalone
Yesterday is Here – Tratto da LaConceria del 10 aprile 1929
Punto di domanda – E senza embargo?
Credito argentino – Ritorno al passato
Tra le righe – L’abbondanza (inutile) delle pelli ovine
Ricerca e dintorni – L’inchiostro come (valida) alternativa –
in collaborazione con Lineapelle | Ambiente e Sostenibilità

 

 

 

 

 

 

 

 

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