L’export della scarpa italiana vale di più, ma non basta

L’export della scarpa italiana vale di più, ma non basta

Aziende più piccole e con maggiori difficoltà produttive. Mercato interno che premia solo la sneaker, come avviene nel resto del mondo. Lo confermano gli ultimi dati elaborati da Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che attualizzano quelli divulgati in occasione di Micam. E confermano che l’export della scarpa italiana vale di più. Ma anche che questa crescita non basta a rilanciare il settore.

Primo semestre 2019
Nel primo semestre 2019 l’unico dato confortante della calzatura italiana è il +7,1% (in valore) dell’export. Una positività influenzata dall’andamento del terzismo. Le paia vendute all’estero, infatti, sono diminuite. Il che ha influito sulla produzione, scesa in media del 2,3% in volume. Un dato che diventa più oneroso considerano le aziende che fatturano meno di 15 milioni: -4,5%. Conseguenza: i calzaturifici che hanno chiuso sono aumentati e gli addetti sono diminuiti. 119 imprese in meno tra industria e artigianato. 492 posti di lavoro persi rispetto a dicembre 2018.

Le parole di Badon
“Per superare questo momento non facile è necessario investire su noi stessi e sulle nostre competenze” commenta il presidente di Assocalzaturifici, Siro Badon. “È fondamentale formare nuove figure professionali in grado di innovare le aziende del calzaturiero made in Italy”. Figure capaci di “coniugarsi al meglio con la nostra tradizione e gli standard di eccellenza che caratterizzano la nostra produzione”. Poi, “mirate strategie di internazionalizzazione e importanti iniziative fieristiche tra cui Micam”. E, a esse, affiancare la formazione. “È la risposta concreta con cui possiamo avviare un processo di rilancio del calzaturiero italiano e confermarne il primato nel mondo. Un settore fondamentale per la nostra economia e che può fare da volano all’intero sistema Paese”.

Nessuna novità in corso
Per il secondo semestre 2019 non è atteso un miglioramento. Tra gli imprenditori intervistati nel sondaggio campione prevale la stabilità, anche se i pessimisti sono in aumento. La raccolta degli ordinativi del secondo trimestre “è assolutamente piatta“. (mv)

Nella foto (by Assocalzaturifici), Siro Badon

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