Argentina, Curtume CBR invoca il governo per uscire dalla crisi

Argentina, Curtume CBR invoca il governo per uscire dalla crisi

Curtume CBR cerca la soluzione alla crisi. Continuano i problemi per la conceria argentina. Buona parte delle sue merci sono bloccate nei porti in attesa di partire in direzione dei clienti. E ora gli stipendi dei suoi oltre 800 lavoratori sono a rischio. Dopo i problemi già annunciati, ora i rappresentanti dei lavoratori sperano che il governo intervenga direttamente aprendo una linea di credito per finanziare il pagamento dei salari.

Curtume CBR cerca una via d’uscita dalla crisi

“Esportiamo il 98% della merce, il 60% in Cina. Con il Coronavirus le pelli sono ferme nei porti, poiché la merce non entra e le aziende cinesi non lavorano. Tutto ciò ha generato un problema finanziario per la conceria”. A fare il punto sulle difficoltà con fenix951.com.ar è Federico Zalazar, segretario generale del sindacato dei conciatori (SECALAR). La speranza del sindacalista è che il governo locale apra una linea di credito con una banca per ottenere le risorse necessarie al pagamento degli stipendi fino a quando la situazione non tornerà alla normalità. “Al momento non vi è stata alcuna sospensione – continua Zalazar -. L’idea è quella di trovare soluzioni e mantenere i clienti“.

I container bloccati

Nei giorni scorsi la Nueva Rioja aveva spiegato che l’azienda avrebbe 30 container bloccati nei porti. A causa delle limitazioni non riuscirebbe a sdoganarli. Da qui deriverebbero mancati pagamenti e quindi problemi di liquidità per la conceria. La Cina è il principale mercato di riferimento per le pelli di Curtume CBR, ma con le aziende asiatiche bloccate si sono fermati anche gli acquisti. (art)

 

 

Immagine da Curtume CBR

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